La salute della donna

La sessualità

La sessualità non inizia con la maturazione degli organi genitali, ma molto più precocemente. Inizia addirittura prima della nascita, fin dal grembo materno.

Una volta venuti al mondo, il rapporto affettivo con i nostri genitori, la scoperta del nostro corpo e il rapporto con gli altri bambini e bambine, rappresenteranno momenti molto importanti per lo sviluppo della nostra sessualità.

Più avanti, con la maturazione degli organi genitali, cominciamo a conoscere il desiderio e la ricerca del coetaneo/a, le prime cotte e i primi innamoramenti.

Da qui iniziano i primi rapporti di coppia, la condivisione di un percorso a due, di una progettualità fino ad arrivare più avanti eventualmente alla creazione di una famiglia.

La sessualità continua il suo percorso anche nell’età adulta e tra gli anziani, attraverso i rapporti, gli sguardi, le carezze e le parole che indicano quanto possa rimanere intatto il desiderio e il bisogno di intimità e di profonda comunicazione con la persona che amiamo.


Sessualità uguale genitalità?

E’ fondamentalmente falso che la sessualità sia sinonimo di genitalità. La nostra sessualità va oltre il puro fatto biologico. È qualcosa di molto più complesso che comprende la genitalità, ma anche l’affettività, la corporeità, la cultura di una persona e i suoi valori. La sessualità è l’insieme di molti elementi, che possono cambiare nel tempo in relazione alle tue esperienze e alle tue scelte come donna e come persona. Gli elementi in gioco nella sfera della sessualità:

  • Genitalità – Con il termine genitalità si intende sia l’insieme degli organi genitali, e cioè come sono fatti (anatomia) e come funzionano (fisiologia), sia il rapporto genitale (coito), il piacere, l’orgasmo e tutto ciò che ne consegue o ne è correlato. La sessualità è costituita da tutto il corpo che è completamente sessuato, non soltanto dagli organi genitali.
  • Corporeità – Tutte le differenze corporee che esistono tra femmine e maschi, ma anche il modo in cui una persona vive il rapporto con il suo corpo, se si piace e si vuol bene o meno, se sa ascoltare, riconoscere, accettare e gestire le sensazioni e le prestazioni del suo corpo. La sessualità non si ferma ai genitali e al corpo, è molto di più.
  • Affettività – È l’insieme di sentimenti e di emozioni, di gesti, sguardi, parole che esprimono ciò che sentiamo nei confronti di un’altra persona. Anche l’affettività è un elemento fondamentale della tua sessualità.
  • Cultura – Comprende l’educazione ricevuta, le abitudini sessuali dell’ambiente familiare e della società in cui si vive, i ruoli stabiliti per la donna e per l’uomo. Anche tra i tuoi amici e le tue amiche l’aspetto culturale può variare.
  • Valori – Punti di riferimento che ognuno ha profondamente radicati dentro di sé, determinati dall’educazione ricevuta e dalle esperienze fatte, e che sono un bagaglio fondamentale per poter effettuare delle scelte e decidere come comportarsi nelle varie situazioni. Ogni volta che ci chiediamo se ciò che facciamo è giusto o sbagliato, la risposta possiamo trovarla soltanto dentro di noi, nei nostri valori.

Come nasce il desiderio

E’ un affascinante viaggio quello che conduce alla scoperta del desiderio, di un’emozione violenta che attira verso un’altra persona.

Tutto nasce nella testa

È necessario sapere che anche il desiderio sessuale – come tutti gli altri istinti che ben conosciamo, come la fame, la sete, il bisogno di dormire – ha origine nel cervello, in una zona specifica, in cui ha sede anche il meccanismo di controllo delle emozioni, il cosiddetto “sistema limbico”.

Il desiderio è una componente della sessualità che subisce l’influsso positivo o negativo delle condizioni psicologiche, relazionali o ambientali in cui viviamo. Gli stimoli che innescano il desiderio sessuale sono diversi a seconda del sesso: in genere i maschi sono più sensibili agli stimoli visivi, mentre le femmine a quelli cosiddetti tattili (come baci e carezze).

Le “farfalle nello stomaco”

Il desiderio si manifesta con una moltitudine di sensazioni fisiche, dalle più discrete alle più violente. Può essere un dolce formicolio che percorre tutto il corpo, una sensazione strana nella pancia quando si è in presenza di una persona che ci piace, oppure semplicemente un rossore improvviso che non si può controllare. E poi ci sono le espressioni più evidenti del desiderio sessuale fino all’eccitazione vera e propria.

Quando il corpo parte in quarta

Se vi è già capitato di sentire le “farfalle nello stomaco” e di esservi innamorati, allora saprete già che l’innamoramento è uno stato psicologico che intensifica il desiderio sessuale e nella donna e nell’uomo. Se i due innamorati provano un desiderio reciproco, attuano una serie di comportamenti che portano all’eccitamento si scambiano baci, carezze in tutto il corpo e nelle zone genitali.

Queste stimolazioni innescano una serie di cambiamenti corporei: sudorazione diffusa, respirazione e battito cardiaco più intensi, i capezzoli che si inturgidiscono, l’erezione nel maschio e la lubrificazione della vagina nella donna sono i segnali più evidenti del desiderio sessuale.

Desiderio o amore?

Il desiderio non va confuso con l’amore. Vi sarà capitato di essere attratti da una persona appena conosciuta e che vi manda in “brodo di giuggiole” ogni volta che la incrociate: siate sinceri con voi stessi, non sono certo le sue qualità e neppure la sua intelligenza ad attrarvi, visto che non avete ancora potuto scoprirle. Semplicemente ne siete attratti e il vostro corpo ve lo comunica. Il desiderio è il linguaggio del corpo. L’amore è altra cosa, entrano in gioco anche il cuore, la tenerezza e l’intelligenza. Ma certo uno non esclude l’altro, anzi ci vogliono entrambi per costruire un rapporto sano e stimolante.

Reazioni sessuali

Il pene aumenta di volume e si indurisce. Nella donna il fenomeno è più discreto, ma non per questo meno reale: i capezzoli si induriscono, il sesso diventa sensibile, umido e turgido, la vagina si distende e si apre. Sono gli ormoni androgeni ad attivare il desiderio. Durante la pubertà la produzione di questi ormoni maschili aumenta sia nelle ragazze sia nei ragazzi. Sono tali ormoni ad attivare il sistema limbico e a scatenare il desiderio.

Il pudore è più che legittimo

Provate un senso di imbarazzo, di riservatezza a mettere a nudo il vostro corpo e i vostri segreti più intimi? Si tratta di un sentimento naturale che va rispettato e che va fatto rispettare, sia in famiglia sia con il partner. Ricordate che il pudore deve essere reciproco, anche il partner ha il suo. Il pudore è un modo di essere che tiene conto della sensibilità di ciascuno e del suo desiderio di intimità.

Come nascono le fantasie erotiche

L’immaginario erotico è quell’insieme di fantasie, rappresentazioni mentali, proiezioni affettive che derivano dai desideri e dalle pulsioni inconsce, che contribuiscono a determinare l’eccitamento sessuale.

Le fantasie erotiche si hanno comunemente a tutte le età, durante i sogni ad occhi aperti o in occasione dei rapporti con il partner. Sono da considerare parte integrante della sessualità di ciascuno di noi.

Che funzione hanno le fantasie erotiche?

L’immaginario erotico svolge diverse funzioni. Due sono le principali: aumentare il livello di eccitazione sessuale e dare piacere.
Ogni fantasia viene elaborata dal soggetto fino a quando svolge una funzione di rappresentazione e, in piccola misura di appagamento, di un desiderio che nella maggior parte delle volte è inconscio dentro di noi.

Le fantasie rappresentano lo stimolo più efficace di cui si possa disporre per favorire l’attività sessuale.

Le fantasie erotiche hanno moltissime analogie con i sogni. Entrambi riflettono la personalità del soggetto e il suo modo di essere. Entrambi derivano da un desiderio inconscio ed entrambe rappresentano un modo di soddisfare il desiderio stesso.

Gli scenari e le immagini delle fantasie erotiche hanno sempre una maggiore coerenza e logicità rispetto a quelle dei sogni, e a differenza di questi ultimi, invece di appagare il desiderio, lo amplificano. L’immaginario erotico può supplire alle mancanze della realtà o può permettere di realizzare desideri erotici altrimenti irrealizzabili nella vita reale. Rappresenta una risorsa, una sorta di rifugio personale, utile a supplire, almeno in parte, alle cose che si desiderano, o che si vorrebbero fare, ma che non ci sono o non si possono fare. Una volta attivato, l’immaginario erotico, stimola il desiderio sessuale, che a sua volta ricerca il piacere. A volte può succedere il contrario cioè che la fantasia subentri dopo che l’eccitazione sessuale sia iniziata, ovvero è l’eccitazione che stimola la fantasia.

Tipi di fantasie sessuali. Differenze tra sessi.

Femminili…
Le fantasie femminili sono generalmente più sentimentali, piene di tenerezze e di affetto, con punte di esibizionismo e narcisismo. Le immagini sono più astratte e immaginative. Le donne si soffermano generalmente di più sugli aspetti emotivi, sui sentimenti, sulle carezze e i preliminari, sull’ambiente e l’atmosfera circostante, e su partner sessuali con cui hanno avuto una relazione o sono emotivamente coinvolte. In alcune donne vi sono anche fantasie più “violente” o con partner immaginari.

e maschili
Gli uomini sono in genere più voyeur, istintivamente poligamici e le loro fantasie lo confermano: sono frequenti immagini sadiche, aggressive e di gruppo. Le fantasie maschili sono solitamente più esplicite di quelle femminili, con immagini genitali, staccate da ogni contesto emotivo e rappresentazioni di atti sessuali con donne anche sconosciute. Il sesso nelle classiche fantasie maschili è un desiderio allo stato puro, una gratificazione puramente fisica, privato di ogni preliminare o della necessità di corteggiamenti o relazioni affettive.

Perché alcune donne immaginano di subire violenza?

La fantasia di subire violenza viene considerata in molti casi come una specie di deresponsabilizzazione da parte della donna rispetto al piacere che prova con l’attività sessuale. La fantasia di essere violentata le permette di raggiungere l’orgasmo, aggirando le inibizioni e le colpevolizzazioni che proverebbe se si trovasse in un ruolo attivo di ricerca del piacere sessuale. Nella fantasia, la donna fa fare a un altro, apparentemente contro la propria volontà, quello che lei vuole: avere un’attività sessuale soddisfacente e trarre piacere da essa.

Fonte: Il manuale del consulente sessuale. Volume I: La sessualità. A cura di Coniglio G., F. Angeli 2002.

Autoerotismo e scoperta del piacere

Durante l’adolescenza l’interesse sessuale si esprime anche nel desiderio di fare conoscenza con il proprio corpo e la propria sessualità, ancora inesplorati e con la scoperta del piacere che possono procurare.

L’autoerotismo o masturbazione è un modo naturale per sperimentare tutto ciò, ed è un’esperienza legata alle prime sensazioni di piacere. Costituisce una tappa, oggi considerata dagli esperti come fondamentale, nello sviluppo sano e naturale della propria sessualità.

L’unico problema può essere legato all’autoerotismo come unica forma di sessualità. Allora entrano in gioco la solitudine, il mancato dialogo affettivo, oltre che sessuale, con il partner. In questo caso sono da prendere in esame non tanto la masturbazione in sé, quanto le condizioni che ne sono la causa: le ansie, le nevrosi, le difficoltà di comunicazione.

“Se mi tocco fa male?”

Vecchi pregiudizi condannavano l’autoerotismo o masturbazione come un atto proibito di cui vergognarsi, affermando addirittura che facesse male alla salute e indebolisse l’organismo, fino a condurlo all’impotenza, alla cecità, addirittura alla pazzia.

Gli studi più moderni hanno definitivamente documentato che l’autoerotismo non è responsabile di danni fisici e psichici di alcun genere, ma costituisce un’esperienza sessuale assolutamente normale, che fa parte di un percorso evolutivo verso la conquista di una sessualità matura.

Come avviene la scoperta nei maschi?

Nei ragazzi è frequente sia l’erezione che l’emissione di liquido seminale durante il sonno: fenomeno che viene definito come polluzione notturna. Nell’adolescente si verifica spesso un’erezione immediata in certe circostanze come un’immagine o una lettura erotica. Gli stimoli maschili sono più visivi rispetto a quelli femminili. La stimolazione successiva del pene, fino all’eiaculazione, diviene conseguente.

Come avviene la scoperta nelle femmine?

Spesso nelle ragazze la scoperta dell’autoerotismo coincide con la stimolazione involontaria della zona genitale: con un oggetto, un cuscino oppure lavandosi, fino a provare sensazioni piacevoli, accarezzandosi in vari modi, senza necessariamente stimolare solo il clitoride. Anzi, è frequente che, nel momento in cui una giovane prova un’emozione abbastanza intensa, sia sufficiente la stimolazione di una qualunque zona erogena per provocarle il massimo piacere.

Ogni adolescente trova gradualmente modi personali e congeniali che le permettono di acquisire una sicurezza nella gestione della propria sessualità: impara a conoscere i propri organi sessuali, progressivamente sa di poter raggiungere il piacere e come fare.

Per le ragazze non sono fatti “scontati” come per una gran parte dei ragazzi, che hanno una maggiore consuetudine con il proprio pene, ma sono fatti acquisiti, che favoriscono anche la consapevolezza di partecipare attivamente alla vita sessuale.

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