La salute della donna

Intimità e coppia

L’intimità c’è, ma regge a fatica: dai sondaggi emerge come il sesso, più che una gioia, sia abbastanza spesso un problema. Riprendiamo qualche dato (dal Rapporto Coop 2017): negli ultimi 15 anni la frequenza dei rapporti sessuali, in media, è diminuita del 10%. Il 9% degli italiani in età sessualmente attiva non pratica da più di sei mesi.

È single il 13% della popolazione, e non per forza chi sta in coppia fa più sesso. Tra i 35 e i 40 anni, solo 3 coppie su 10 hanno più di un rapporto a settimana. E nel 20-25% dei matrimoni il sesso non si fa mai.

E c’è di più…

La coppia sembra stanca, poco fantasiosa, monotona e noiosa, soprattutto a causa di: abitudinarietà e routine, delusione delle aspettative riposte nel partner, debolezza sessuale del partner, difficoltà a raggiungere l’orgasmo (14,3% uomini e 6,2% donne), pretese non gradite del partner (9,2% uomini e 1,3% donne), attrazione per altri partner (9,1% uomini e 5,7% donne), presenza dei figli e per altre cause (ASPER 2016)

La cura?

I sessuologi raccomandano di riscoprire un’intimità senza coito e penetrazione, un sesso per così dire amichevole che riavvicini la coppia e che rilanci un gioco a due forse perduto o solo dimenticato.

Con il sesso amichevole si impara a conoscere meglio la mappa del proprio corpo, le emozioni e le sensazioni di piacere da esso derivanti. Si stabilisce un nuovo progetto a due dove l’intimità può essere reinventata ogni volta, senza un cliché o un tempo prefissato, un luogo stabilito o un finale predeterminato, cioè il coito. Il che non esclude che si possa arrivare all’occorrenza anche al coito: ma solo perché si desidera trasgredire la regola precedentemente stabilita fra i partner, e imprimere così all’intimità quel pizzico di disobbedienza e di eccitazione che dà fuoco all’erotismo. Già, ma come?

Entriamo nel dettaglio…

Spogliamoci vicendevolmente, accarezziamoci da vestiti o facciamo la doccia insieme, perché la sessualità è relazione, comunicazione, trasmissione di sensazioni ed emozioni. In questo impatto i cinque sensi vanno abilmente sfruttati: quindi toccarsi, spogliarsi, essere noi a scoprire poco per volta il corpo dell’altro, attiva la capacità di sentire le diverse sensazioni che ci procura, vestito e nudo, il corpo dell’altro.

E ancora…

Sfiorare leggermente e poi più in profondità. Per poi ritornare a baciare, leccare, succhiare, sfiorare con i capelli, con il volto, le braccia, la schiena. Riscoprendo anche quelle aree corporee trascurate o escluse solo per disattenzione o disabitudine: i gomiti, i piedi, le ascelle, i palmi delle mani, etc. Infine guardarsi, parlarsi, dare e ricevere attenzioni, scambiarsi parole dolci, fremiti.

Sbrigliare la fantasia, scambiandosi i propri desideri senza aver paura di peccare: tutto questo fa del sesso dolce una buona palestra dei cinque sensi e un’opportunità per conoscere a fondo il proprio corpo.

E con un pizzico di malizia…

Con un pizzico di malizia evitiamo le zone genitali perché l’attesa crea aspettative, eccitazione, emozione, desiderio e passione. Ovviamente, fermo restando che anche l’esclusione dell’area genitale sarà una variante, un modo alternativo di stare bene insieme, un’ulteriore innovazione nel riscoprirsi e non una regola fissa.

Se poi variassimo i luoghi dell’intimità, il letto o il divano troverebbero altri concorrenti trasgressivi per riappropriarci del gusto dell’isolamento, dello sfuggire dai luoghi abitudinari, dell’eccitarsi per la scelta di momenti da soli con l’altro. Baciarsi e toccarsi in anticamera, scambiarsi un gesto affettuoso in cucina, far prigioniero per gioco il partner contro un muro o una libreria per sfiorarlo, per accendere il rito del ritrovarsi. Tutti questi modi, e altri da inventare, concorrono a sfruttare i cinque sensi e a diventare propedeutici al prosieguo dell’intimità: nel luogo e nelle varianti che si inventeranno ogni volta. Importante è sfruttare la fantasia, giocare sull’imprevisto, sull’incontro inaspettato: un aperitivo in un bar del centro, una telefonata romantica, sorprendere il partner aspettandolo all’uscita dall’ufficio…


La biochimica del desiderio

Che cosa succede nel nostro corpo quando ci innamoriamo? 

Si attiva un’autentica tempesta di ormoni, neurotrasmettitori e di sostanze chimiche, mettendoci in grado di percepire intense sensazioni fisiche.

I ferormoni 

Sono sostanze chimiche prodotte da entrambi i sessi che scatenano l’attrazione fisica. Sono emesse dalla pelle, dai capelli, dalla saliva, dalle ghiandole ascellari, dall’urina e dal flusso mestruale. Le donne producono una maggior quantità di ferormoni durante l’ovulazione, ciò le rende in teoria più attraenti per l’uomo in questo periodo. Secondo alcuni studi i ferormoni verrebbero percepiti da un particolare “organo recettore” situato nel vomere nasale (OVN = organo vomero-nasale), ma i risultati non sono conclusivi. Negli animali i ferormoni possono richiamare i maschi verso le femmine, segnalare situazioni di pericolo, segnare il territorio, etc.

Feniletilamina (PEA), dopamina, noradrenalina 

La feniletilamina (PEA) è una sostanza chimica stimolante, la vera responsabile dello stato euforico e della trepidazione caratteristici degli innamorati, stimola la libido ed è alla base dell’atteggiamento positivo che la maggior parte di noi sperimenta all’inizio di un rapporto amoroso. Ad alti livelli può dare gli stessi effetti delle anfetamine (agiscono sugli stessi recettori). Dopo il culmine dei primi mesi il suo effetto comincia gradualmente a scemare. La coppia è pronta per passare alla fase successiva dell’amore, il legame affettivo.

La feniletilamina, attraverso un meccanismo non del tutto noto, stimola il rilascio di dopamina, un altro neuromediatore chimico che, a sua volta, favorisce, la sintesi del testosterone, l’ormone del desiderio sessuale. In tutto il regno animale c’è una relazione tra elevati livelli di dopamina ed eccitazione sessuale. L’attività della dopamina è strettamente legata a una rete di neuroni che genera sensazioni piacevoli di benessere in seguito a comportamenti che soddisfano alcuni stimoli primari come la fame, la sete, il desiderio sessuale.

Secondo la teoria dell’apprendimento, l’esperienza positiva vissuta si imprime nel sistema nervoso come un ricordo piacevole da riprovare. Nel caso degli innamorati è proprio l’associazione tra “incontro” e “piacere” che spinge i due interessati a ripetere l’esperienza.

Allo stato di benessere determinato dalla dopamina si aggiunge una trepidazione e un’agitazione generale determinata dalla noradrenalina, molecola diffusa nel sistema nervoso, soprattutto nell’ipotalamo e nel sistema limbico. Questa molecola provoca eccitazione, euforia ed entusiasmo. Fa passare l’appetito perché mangiare sottrarrebbe tempo prezioso da dedicare alla persona amata. Infine, favorisce la contrazione dei vasi venosi degli organi sessuali e trattiene il sangue mantenendo a lungo l’erezione.

La noradrenalina regola anche la produzione di adrenalina che provoca un aumento del battito cardiaco, della respirazione e della pressione sanguigna, da cui ha origine il rossore del volto.

Ossitocina 

È un ormone prodotto nell’ipofisi posteriore secreto durante l’orgasmo, la stimolazione dei genitali e durante l’allattamento per la stimolazione dei capezzoli. Viene chiamato ormone dell’amore perché si ritiene che generi sensazioni affettive, protettive e di benessere che si manifestano anche nell’ambito della coppia innamorata, di cui rafforza soprattutto la componente emotiva dell’innamoramento.

Questo ormone partecipa, a vari livelli, alla risposta sessuale, favorendo l’orgasmo, attraverso l’attivazione del sistema limbico.

Nell’uomo, l’ossitocina è anche responsabile del periodo refrattario che segue l’eiaculazione. In questo caso, però, gli alti livelli raggiunti determinano un effetto opposto: inibire l’eccitazione.

Testosterone 

È l’ormone principe del desiderio sessuale. Stimola la libido. Viene rilasciato dai testicoli, sotto stimolo dell’ipofisi. I suoi livelli variano molto da individuo a individuo.

Endorfine 

Queste sostanze, simili per struttura alla morfina, hanno un’azione rilassante, calmante, analgesica ed entrano in gioco più avanti, quando l’innamoramento gradualmente si trasforma, se ci sono i presupposti, in una relazione meno passionale e più affettiva.

Le fasi dell’intimità fisica

L’osservazione del linguaggio corporeo sessuale evidenzia in modo molto specifico l’evolversi delle fasi di intimità fisica tra i due sessi all’inizio di una relazione amorosa.

  • Il contatto tra le mani, lo sfioramento, è di solito il primo segno dell’inizio di un rapporto, di amicizia o di qualcosa di più.
  • Si passa in modo piuttosto naturale, all’abbraccio, che avvicina maggiormente la coppia, sia dal punto di vista fisico sia da quello emotivo.
  • Il bacio è un contatto più intimo, ma che ancora non intacca troppo la propria sicurezza.
  • Una volta rotto il ghiaccio, gli innamorati si sentono più liberi di baciare altre parti erotiche del viso, collo, spalle con un aumento graduale della fiducia e dell’interesse sessuale.
  • Quando si comincia a tenere fra le mani o toccare parti del viso dell’altra persona è segno che ci si sente sempre più liberi di agire.
  • Con l’aumentare del senso di intimità e della fiducia appare naturale passare dalle carezze sul viso alle carezze sul corpo.
  • La bocca sul seno. Il linguaggio del corpo diventa esplicito. I seni sono un organo sessuale e baciarli indica il coinvolgimento e l’eccitazione sessuale.
  • Sfiorare e toccare i genitali indica intenzioni sessuali esplicite. È un atto da compiere al momento giusto, affinché sia accettato in pieno dall’altra persona.
  • Il contatto dei genitali è la fase finale, che indica la massima fiducia e apertura verso l’altro.

Baci e carezze

La vera intimità tra due persone che stanno costruendo un legame importante, non va confusa con il tipo di giochi sessuali o con il numero dei rapporti: da soli, non possono assicurare la felicità di un vero modo di volersi bene, di comunicare e di amarsi. Scambiarsi tenerezze, sussurrarsi parole dolci, guardarsi, accarezzarsi, baciarsi e coccolarsi sono tutte espressioni del desiderio e dell’attrazione sessuale che aiutano a conoscere i rispettivi corpi, a scoprirne i segreti e le zone che inducono maggior piacere.

Le zone erogene sono le parti del corpo umano che producono sensazioni particolarmente sensuali se sono accarezzate, baciate, stimolate – e sono diverse per ciascuno di noi. Nella donna in particolare la sensibilità non è circoscritta ai pochi centimetri quadrati della zona pubica, o del seno, ma si estende dai capelli alla punta dei piedi.

Ogni persona ha una diversa risposta sessuale. Ricorda che ciò che piace o meno a te non necessariamente piace o dispiace al tuo partner. Investite più tempo possibile per esplorarvi reciprocamente ed esprimete con sincerità le vostre sensazioni, per migliorare la fiducia l’uno nell’altra e l’apertura tra di voi.

Scoprire insieme le zone più sensibili, senza fretta 

Accarezzarsi, baciarsi, coccolarsi, scoprirsi reciprocamente in modi sempre diversi – tutto ciò rappresenta uno straordinario dialogo affettivo e sessuale, di cui l’amplesso diventa solo una delle componenti, tanto più intensa quanto lo sono stati i giochi amorosi che l’hanno preceduto.

Calo del desiderio

Il 60% delle volte in cui le coppie si rivolgono al sessuologo è a causa del calo di desiderio.

… Non lo facciamo più da tempo, non ne ha voglia, ci dimentichiamo, me lo dico e poi mi dimentico, vorremmo farlo, ma poi non ci riusciamo …”.

Sì, lo facciamo qualche volta, quando possiamo.”

Secondo le statistiche, 7 coppie su 10 si lasciano travolgere dalla vita quotidiana e dai suoi ritmi sempre più veloci, dai doveri familiari, dalle responsabilità, concedendosi solo i ritagli di tempo e di energia per stare soli in intimità.

Motivazioni non confutabili, ma bastano?

Non sempre. Se è verosimile che un rapporto avviato lasci cadere piccoli cerimoniali, tipici dell’innamoramento, d’altra parte la coppia può condividere nuovi rituali dell’eccitazione, dei preliminari, del “farsi belli” per piacere all’altro.
Basta non lasciare cadere la sensazione di piacersi e di cercarsi, di ritrovarsi insieme, per un piacere fisico ed emotivo a due, al di là del dovere discutere della nota del figlio a scuola o dello stipendio che non basta. Il che implica una netta separazione fra il ruolo genitoriale e il ruolo della coppia adulta.

E ancora

I sessuologi consigliano di adottare una separazione esclusiva fra le necessità individuali (che possono essere appagate da lavoro, figli, sport, amici) e le necessità di coppia, affettive, di complicità, progettualità, di evasione, trasgressione, sogno e magia.

E c’è di più…

Ogni coppia si unisce per una o più motivazioni: scoprire la libertà dai genitori, superare il fallimento di una precedente storia, per un sogno romantico. Non sempre le finalità resistono per il tempo dei nostri desideri.
Per cui i contratti di coppia si rinnovano nel tempo, per nostra volontà o per diversa maturità della coppia o di un singolo partner.

Il desiderio segue quindi questo processo. Sicché, quando la coppia rimanda la voglia di cercarsi e di piacersi, il più delle volte è perché è in cerca di un nuovo equilibrio. In cui il desiderio però richiede un ruolo rinnovato, riveduto, corretto. O soltanto replicato con una recente euforia.

Ognuno/ogni coppia trova il proprio modo per mantenere vivo il desiderio, raggiungere un proprio equilibrio relazionale e sessuale.

L’importante è considerare questo aspetto come parte della vita di coppia anche se, fisiologicamente, si modifica nei tempi e nei modi.

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