Contraccezione consapevole

La prima volta… consigli e suggerimenti

La fatidica “prima volta” rappresenta uno dei principali momenti di passaggio che segnano il “diventare adulti”: dà il via ufficialmente alla grande e bellissima avventura dell’amore e della sessualità. Ragazze e ragazzi spendono ore e ore a fantasticare sul loro primo rapporto: temuto, desiderato, idealizzato.

Proprio come te…

Non esiste l’età giusta per la prima volta: non sei “sbagliata” se sei rimasta l’unica della classe a non averlo ancora fatto e “cedere” perché “lui ci tiene tanto” non è una buona motivazione. Il sesso vissuto in maniera imposta o non profondamente desiderata si può rivelare dannoso e negativo, rovinando un’esperienza irripetibile che, se scelta consapevolmente, può essere splendida. Soprattutto se vissuta con passione e sentimento.

Nessun amico potrà mai spiegarvi cosa si prova: si tratta di un’emozione unica ed individuale. Per viverla al meglio è necessario però possedere alcuni requisiti fondamentali. Il rischio di delusioni (e anche di qualche rischio!) altrimenti potrebbe essere molto alto.

Ricordati di proteggerti: quando senti che il momento giusto è arrivato, rivolgiti a una persona competente (meglio il tuo medico di famiglia o un ginecologo) per farti consigliare nella scelta contraccettiva migliore per te. E anche i maschi devono fare la loro parte… Solo così, preparati e rispettosi l’uno dell’altra, potrete davvero vivere questo momento con spontaneità e gioia!

Le paure della prima volta

Farà male?

Molte ragazze sono convinte che la perdita della verginità sia un’esperienza dolorosa e difficile. Non è sempre così, anzi. Anche questo dipende da fattori sia fisici che emotivi.

La gran parte delle donne la “prima volta” non prova affatto dolore né perde sangue (se non poche gocce) perché il petting praticato nelle occasioni intime, che in genere precedono questo momento, ha contribuito a dilatare gradualmente l’imene e a renderlo “elastico” permettendo così una penetrazione senza traumi.

Se il rapporto è desiderato, vi è una buona intesa fra i partner ed eccitazione reciproca, il dolore che pur si può avvertire è limitato, di breve durata e viene subito dimenticato nel progressivo piacere dell’atto sessuale.

I casi in cui il dolore è molto intenso, al punto da rendere quasi impossibile la penetrazione, sono rari, meno di 1 su 100. Quando ciò si verifica è possibile che la ragazza abbia un imene molto rigido oppure che sia presente un disturbo specifico chiamato “vaginismo”.

Consiglio: in questi casi una semplice visita ginecologica può aiutarti a risolvere il problema. Un approfondimento prima di iniziare l’attività sessuale è comunque consigliato a tutte per una consulenza dall’esperto sui più appropriati metodi contraccettivi.

Sarò capace?

Il timore di non essere all’altezza è molto diffuso, soprattutto se il partner ha già avuto esperienze e tu ancora no. Per quanto si possa leggere, approfondire, prepararsi sull’argomento non si può mai sapere fino all’ultimo come andrà, che fare allora?

La strategia migliore è non “mitizzare” troppo questo momento, parlare apertamente con il partner della propria inesperienza e, insieme, con complicità e fiducia vivere questa esperienza. La cosa più sbagliata è invece fingere una competenza inesistente… finiresti con l’essere immediatamente smascherata.


L'imene

È una membranella mucosa posta all’inizio della vagina, che si lacera con il primo rapporto. Ecco perché è sempre stata considerata il segno caratteristico della verginità fisica.

A seconda della sua consistenza e forma (anulare, a falce, ecc.), può essere talmente elastico da non lacerarsi al momento della penetrazione, rimanendo integro. In questi casi quindi non si avverte dolore né perdita di sangue.

Consiglio: non ti vergognare di essere ancora vergine! Anzi, il tuo partner sarà felice che tu abbia scelto proprio lui per condividere questo momento così speciale.

È controproducente porsi in atteggiamento “passivo” e lasciare che sia l’altro ad assumere la “conduzione del gioco” solo perché è più esperto. Siete tutti e due, alla pari, protagonisti di questo momento.

E se la prima volta non andrà benissimo… pazienza, con un po’ di pratica, sintonia, sentimento e intesa reciproca i rapporti miglioreranno sempre più. Anche l’amore si impara…

La verginità

Il significato (e il valore) attribuito alla verginità è essenzialmente culturale, in virtù dell’educazione di riferimento, dalla religione di appartenenza e delle altre variabili che possono entrare in gioco, prima fra tutte l’alternarsi delle generazioni e del “senso comune” che ogni epoca porta con sé.

In alcune società, la verginità (da distinguere poi se femminile o maschile, inoltre) è considerata un valore morale e i rapporti sessuali pre-matrimoniali sono ritenuti “sbagliati” e peccaminosi. In altre vige una visione decisamente diversa, per non dire opposta.

Su un tema tanto delicato, ciascuno decide in libertà e autonomia di pensiero, noi ci limitiamo a suggerire la lettura di un’interessante “fotografia” contemporanea, di ordine culturale e antropologica, offerta da una ricerca di Radio27 (collegata al blog la 27ma ORA) e qui sintetizzata.

 

E se poi non mi vuole più

Quella del rifiuto è una paura tipicamente femminile che nasce da vecchie concezioni, discriminanti e superate. Si pensava infatti che, una volta raggiunto “il suo scopo”, l’uomo avrebbe poi “ripudiato” la donna, considerata come un puro oggetto sessuale. Ehi, non ci pensare nemmeno! Tu vali perché sei una persona speciale, hai scelto di condividere questo momento con la persona di cui sei attratta e innamorata, che ti rispetta e prova per te affetto e stima. Se non è così, non è la persona giusta!

Un altro timore è di non sembrare abbastanza disinibite, erotiche o “scafate” e che il che partner possa mettere a confronto un’esperienza sessuale deludente (a causa della tua inesperienza) con altre precedenti più “esaltanti” e decidere di lasciarti. Beh, tutto sommato non sarebbe una grave perdita: una persona che ragiona secondo questi criteri non merita la tua fiducia e il tuo amore.

Saprò dare piacere al partner?

Un’ansia tipicamente maschile è quella di non riuscire a soddisfare la ragazza. Per lei, quella di non essere “normale” se non riesce a raggiungere l’orgasmo.
Tranquilli ragazzi! Se nel caso dell’uomo il raggiungimento dell’orgasmo (il massimo del piacere sessuale) è piuttosto “meccanico” e decisamente visibile, per la donna è più spesso determinato anche da fattori psicologici: meno del 15% delle ragazze lo raggiunge la “prima volta”.

Senza dubbio giocano un ruolo fondamentale i preliminari: coccolarsi, guardarsi, accarezzarsi, baciarsi e parlarsi sono parte integrante del desiderio e dell’attrazione sessuale e aiutano la conoscenza e la scoperta delle zone che inducono maggior piacere.

Conoscere il proprio corpo: le zone erogene

Vengono definite zone erogene le parti del corpo che producono sensazioni particolarmente sensuali ed eccitanti (se stimolate nel modo giusto) attraverso baci e carezze. Sono diverse, per uomo e donna e per ciascuno di noi. Includono i genitali ma anche i capezzoli, l’ombelico, il collo, le orecchie, ecc. Molte sono legate all’esperienza ed alle preferenze individuali: più aumenta la confidenza e la complicità reciproca più si riesce a comprendere come dare piacere al proprio partner.

Ogni persona ha una diversa risposta sessuale. Ricorda che ciò che piace a te non necessariamente vale per gli altri. È importante riuscire a parlare e ad esprimere i propri bisogni, saper dire no e non provare vergogna o imbarazzo nel dichiarare apertamente al nostro partner se un suo comportamento ci va oppure o no.

La “prima volta” rappresenta sempre un’incognita, per tutto nella vita: ricordi quanta paura il primo compito in classe? E com’eri imbranata la prima partita a tennis…
Con l’esperienza si migliora, si diventa più consapevoli e padroni della situazione. Lo stesso vale per l’amore.

“Tanto la prima volta non si può rimanere incinta…”: nulla di più sbagliato! La possibilità di una gravidanza è implicita nel fare l’amore, salvo che non ci si protegga con strumenti appropriati ed efficaci. La scelta contraccettiva è molto importante perché da questa dipendono la tua serenità e la salute riproduttiva.

Consiglio: ciascuno dei due partner si deve assumere la responsabilità della salute e del rispetto di sé e dell’altro. Questo si traduce nell’uso di una doppia protezione: pillola e preservativo.

La pillola contraccettiva e i metodi ormonali

La contraccezione ormonale può rappresentare la miglior scelta per te, anche se sei alle prime esperienze. Qui ne diamo una breve panoramica invitando a consultare la mappa dei consultori per trovare quello più vicino a te.

Ecco i 3 principali motivi per questa scelta:

  1. Sei tu a controllare la tua vita sessuale e riproduttiva, con la massima sicurezza
  2. Puoi fare l’amore con serenità e tranquillità
  3. Puoi ottenere benefici extracontraccettivi, cioè un generale miglioramento di salute e benessere

1 La sicurezza è massima (quasi del 100%) se l’assunzione avviene in maniera corretta: oggi, per aiutarti a ridurre le dimenticanze, esistono pillole che non prevedono la pausa di assunzione. Un confetto al giorno, senza mai smettere. La particolare formulazione di questi prodotti (24+4) prevede inoltre 3 giorni in più rispetto ai tradizionali di principio attivo che riducono le fluttuazioni ormonali e quindi i sintomi legati alla fase che precede le mestruazioni. Quando deciderai di smettere di prendere la pillola inoltre la fertilità verrà subito recuperata.

2 Sapere che non corri rischi di gravidanze indesiderate ti dà la possibilità di vivere il rapporto con spontaneità, fiducia, serenità. Valori importanti proprio perché gran parte della buona riuscita delle prime esperienze dipende da fattori psicologici. E l’ansia di rimanere incinta non aiuta certo a creare l’intesa…

3 La pillola regolarizza il ciclo e ti aiuta a risolvere problemi come mestruazioni irregolari, troppo abbondanti, dolorose o frequenti. Allo stesso modo riduce il rischio di anemie (spesso causate appunto da perdite molto intense), di cisti ovariche, il dolore mestruale e la sintomatologia premestruale, ossia l’insieme dei disturbi che precedono il ciclo (sbalzi d’umore, depressione, irritabilità, attacchi di fame, gonfiore addominale, dolore al seno, ecc.).

NB Va ricordato che la pillola NON protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse, compresa l’infezione da HIV

Altri metodi ormonali

Vi sono altri metodi ormonali, quali il cerotto, l’anello vaginale, il bastoncino sottocutaneo e la spirale medicata, che presentano le stesse caratteristiche: reversibilità, sicurezza, facilità d’uso. Cambiano le modalità di assunzione: il cerotto va applicato sulla pelle e sostituito ogni settimana, l’anello va posizionato in vagina dove resta per tre settimane (richiede una minima manualità).

La pillola però esiste in moltissime combinazioni ed è più facile individuare proprio quella “su misura”, capace di aiutarti anche a risolvere problemi come acne, pelle grassa, eccesso di peluria o disturbi premestruali.

Da sapere   

Per cominciare…

La pillola richiede la prescrizione medica: per poter iniziare a prenderla è quindi necessario recarsi da un ginecologo.  Se non vuoi andare da quello di mamma, per paura che poi lei lo venga a sapere (ma, tranquilla: i medici sono tenuti al segreto professionale), rivolgiti a un consultorio.

Si tratta di strutture (pubbliche o private: quelle pubbliche sono gratuite) diffuse su tutto il territorio nazionale. Per sapere dove si trova quella più vicina a te consulta l’elenco completo nella sezione che abbiamo dedicato.

È come lavarsi i denti!

La pillola va assunta una volta al giorno, sempre alla stessa ora. La prima confezione va iniziata il primo giorno di flusso mestruale, le successive di seguito, rispettando la pausa di 7 giorni (se quel tipo di pillola lo prevede). Se ci si dimentica di iniziare la confezione dopo la settimana di sospensione l’efficacia contraccettiva non è più garantita (bisogna prendere almeno 7 pillole prima di essere di nuovo “al sicuro”): in questo periodo va quindi utilizzato un ulteriore contraccettivo. Esistono anche pillole che vanno assunte senza interruzione (confezioni di 28 pillole, una per ogni giorno per 28 giorni e poi si ricomincia) che riducono al minimo il rischio di errori.

Se si saltano più di 2 giorni consecutivi in genere si verifica la mestruazione e l’assunzione va sospesa. Se il ciclo non si verifica si può terminare la confezione ma la sicurezza contraccettiva non è più garantita.

Consiglio: associa l’assunzione della pillola a un gesto quotidiano come lavarti i denti, il viso, ecc., oppure metti un memo sul telefonino. In questo modo sarà più semplice ricordatene!

Meglio incinta che grassa???

La più diffusa credenza sulla pillola è che faccia ingrassare: per colpa di questo pregiudizio molte ragazze rifiutano di utilizzarla e rischiano di trovarsi ad affrontare ben altri problemi…

Oggi esistono pillole con dosaggi ormonali molto bassi che non hanno alcuna influenza sul peso, anzi. Per esempio, quelle contenente un progestinico, quale il drospirenone (un ormone con effetto simil-diuretico) che contrasta la ritenzione idrica.

Non ci sono scuse: se sei un po’ in sovrappeso è meglio che cominci a riconsiderare la tua dieta e la tua attività fisica. Ne guadagnerai in salute e benessere!!!

Il preservativo, un alleato di salute

“Ma se già prendi la pillola a che serve usare anche il preservativo?”.

Un’obiezione frequente, a cui bisogna saper rispondere. Il preservativo infatti non è solo un contraccettivo ma costituisce l’unico metodo efficace per proteggersi dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST). Si tratta di infezioni molto diffuse, alcune banali, altre molto più gravi che si contraggono attraverso i rapporti sessuali completi o no. Le MST sono varie e possono essere provocate da batteri, come nel caso della sifilide e della gonorrea, da parassiti, come il Trichomonas, da funghi come la Candida o da virus, come nel caso dell’Herpes, genitale o labiale, o del Papillomavirus.

Ragazzi e ragazze devono quindi esigere sempre il preservativo!  È importante però conservarlo e utilizzarlo nel modo giusto:

  • ad ogni rapporto va adoperato un profilattico nuovo, controllando la data di scadenza
  • va usato sempre fin dall’inizio del rapporto
  • il pene deve essere estratto dalla vagina non appena avvenuta l’eiaculazione, ancora eretto per evitare fuoriuscite di sperma
  • attenzione a non romperlo con le unghie (o altri oggetti taglienti: chiavi, forbicine da unghie, ecc.) aprendo la confezione
  • conservalo lontano da fonti di luce e calore (non tenerlo in tasca, nel portafoglio o in auto)
  • non utilizzarlo con lubrificanti oleosi che potrebbero ridurre la sua efficacia

Non ci sono scuse per non utilizzarlo: si trova in farmacia, al supermercato e in molti distributori automatici. Se vi preparate alla vostra “prima volta” (e a tutte le successive) non dimenticate questo preziosissimo “amico”.

Il coito interrotto

Il coito interrotto (estrarre il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione) non è un metodo contraccettivo! La percentuale di inefficacia è altissima (il rischio di gravidanza indesiderata è ben del 20%!) e inoltre risulta spesso sgradito e frustrante per entrambi i partner perché arresta bruscamente il rapporto e interferisce con il piacere e la complicità.

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