Contraccezione consapevole

Amore e sesso: sarà vero amore?

Tutti vogliono, sognano e aspettano l’amore vero, ma come si fa a riconoscerlo? Come capire la differenza tra una cotta passeggera e una storia importante, il vero grande amore?

All’inizio i sintomi sono gli stessi, si passano ore aspettando che squilli il telefono, si vola al sospirato appuntamento con le gote in fiamme, le farfalle nello stomaco e il cuore palpitante, ti sembra che debba scoppiare da un minuto all’altro dall’emozione. Se poi la storia, invece di sgonfiarsi, continua sempre più bella, ancora più forte dei primi giorni, quello che state vivendo è vero amore.

Qualche volta arriva in modo improvviso: lo guardi per la prima volta ed è come se vi conosceste da sempre, ma il colpo di fulmine è raro. Il più delle volte ci vuole tempo. A poco a poco si comincia ad amare la presenza dell’altro. Lui diventa sempre più importante.

Quando ami, ti piaci di più 
Una storia di amore libera ed equilibrata si ha quando riesci a sentirti te stessa anche con l’altra persona. Si prende gusto alla felicità, e quando ci si sente teneramente amati, si impara ad amare se stessi e si diventa persone complete, felici di come si è, sembra che la gioia sprizzi da tutti i pori, ci si sente positive, più belle, più aperte e generose, capaci di amare un’altra persona con tutto il cuore.


Che cosa si intende per sesso sicuro?

Per sesso sicuro si intende l’utilizzo di precauzioni che evitino sia le malattie sessualmente trasmesse sia la gravidanza. Per ottenere entrambe le condizioni il metodo da utilizzare è il profilattico. Se la donna sta utilizzando un altro metodo contraccettivo è sempre bene sapere che il condom deve essere ugualmente utilizzato soprattutto quando si hanno rapporti occasionali per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili (inclusa l’HIV).

Il sesso sicuro implica tutte le pratiche che riducono il rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmessa (MTS), incluso l’HIV (il virus che causa l’AIDS). Queste buone pratiche riducono il contatto con i fluidi del partner, compresi sperma, fluidi vaginali, sangue e altri tipi di perdite.

I rapporti sessuali a rischio

  • Il sesso non protetto (senza preservativo) per via vaginale o anale con una persona infetta è accompagnato da un alto rischio di contagio da MST. Il sesso anale, in particolare, è molto rischioso in quanto può provocare facilmente lesioni o abrasioni tramite le quali è più facile che avvenga il contagio.
  • Il sesso orale non protetto ha un rischio minore, ma non è privo di rischi.

ATTENZIONE Il consumo di alcolici (così come l’assunzione di alcune tipologie di farmaci) può aumentare il rischio di contagio di una MST: sotto l’effetto di queste sostanze le persone risultano meno attente a praticare sesso sicuro.

Pratiche con rischio nullo o molto basso

  • Baci
  • Massaggi
  • Masturbazione reciproca
  • Stimolazione sessuale manuale
  • Sesso orale con un partner che usa il profilattico

Basso rischio

Rapporti sessuali con penetrazione anale e vaginale con utilizzo del profilattico. Il profilattico va usato solo una volta. A ogni rapporto occorre usarne uno nuovo.

L’uso del profilattico

  • L’uso corretto e regolare del preservativo riduce notevolmente il rischio di contagio di MTS, ma la sua protezione dipende anche dal tipo di malattia sessualmente trasmessa.
  • Offre un’efficace protezione contro l’HIV (il virus che causa l’AIDS), la gonorrea, la clamidia e il tricomonas
  • Per le MTS che causano ulcere genitali, come l’herpes, la sifilide o i condilomi da virus HPV, il grado di protezione è più basso, considerato che tali infezioni sono trasmesse attraverso il contatto con zone cutanee o superfici di mucosa infetta. Il contatto intimo può avvenire anche tra aree che il condom non riesce a coprire, per questo la sua efficacia può essere inferiore, anche se il suo utilizzo è sempre ALTAMENTE CONSIGLIATO.

Ho avuto il primo rapporto, devo dirlo in famiglia?

Durante l’adolescenza, le relazioni con i genitori si modificano. L’adolescente e la sua famiglia devono affrontare un processo di separazione.

I genitori devono accettare la progressiva autonomia dei figli, pur mantenendo la loro funzione di protezione e responsabilità educativa, finché questi non sono in grado di essere veramente autonomi.

Gli adolescenti d’altra parte, hanno ancora bisogno dei genitori, della loro approvazione e del loro affetto, dei limiti educativi da loro imposti, anche se desiderano svincolarsi dal controllo genitoriale per fare le proprie esperienze e assumere decisioni in prima persona.

L’adolescente ha bisogno di vivere nuove esperienze senza la guida del genitore ma, spesso, si trova in situazioni difficili da fronteggiare, come può essere quella del primo rapporto sessuale, in cui per vincere il senso di paura o timore ha bisogno di chiedere aiuto, consiglio e approvazione dei genitori.

È importante sapersi confrontare in famiglia sapendo che, anche se il genitore può magari non approvare, può però saper ascoltare e capire senza per forza giudicare negativamente un tuo comportamento.

Ricordati che in ogni caso a tua disposizione ci sono anche delle figure professionali e che la visita ginecologica in consultorio è gratuita.

Ho avuto un rapporto senza aver usato un anticoncezionale: cosa faccio?

La prima cosa da fare è agire tempestivamente, ricorrendo alla pillola d’emergenza, la cosiddetta pillola del giorno dopo.

Prima si ricorre alla pillola d’emergenza e minore è la probabilità di rimanere incinta.

Oggi vi sono a disposizione due farmaci che possono essere usati come “contraccezione d’emergenza” o pillola del giorno dopo”.

Uno utilizza due pillole da 750 microgrammi di un progestinico, il levonorgestrel, che si assumono contemporaneamente; l’altro una pillola di un progestinico chiamato ulipristal acetato.

Il primo può essere usato entro 72 ore, il secondo entro cinque giorni dal rapporto non protetto ma PRIMA SI ASSUME LA PILLOLA, MAGGIORE E’ L’EFFICACIA.

A questo proposito è bene considerare a rischio qualunque rapporto non protetto, indipendentemente dal giorno del ciclo.

Gli eventuali effetti collaterali (nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa) sono transitori e di lieve intensità. L’uso contemporaneo di alcuni farmaci può interferire con l’efficacia della pillola del giorno dopo.

La pillola del giorno dopo non va in nessun caso considerata come un contraccettivo abituale. È importante quindi che trovi un metodo contraccettivo adatto a te, consulta un ginecologo e/o recati in consultorio per poter eseguire la visita e per farti consigliare.

Quando può essere utile la pillola di emergenza:

  • In tutti i casi di rapporti non o mal protetti.
  • Assenza di contraccezione (violenza sessuale, rapporti imprevisti).
  • Rottura o sfilamento del preservativo durante il rapporto.
  • Eiaculazione sui genitali.
  • Coito interrotto fallito.
  • Dimenticanza di due giorni della pillola.
  • Ritardo di più di due giorni della ripresa dell’assunzione della pillola.

Ci vuole la ricetta per ottenerla?

No, per le ragazze maggiorenni non è necessaria, mentre per le minorenni sì.

La visita ginecologica non è obbligatoria. In talune situazioni, può essere indicato eseguire un test di gravidanza.

La pillola d’emergenza protegge dalle malattie sessualmente trasmesse e dall’AIDS?

NO, non offre alcuna protezione contro le malattie sessualmente trasmesse. In caso di rapporti occasionali e in caso di rischio, accertato o meno, è indispensabile usare il preservativo, l’unico metodo che se ben utilizzato, può fornire una protezione efficace.

La pillola del giorno dopo influenza la fertilità futura della donna?

Assolutamente no. La pillola ritarda l’ovulazione per evitare la fecondazione dell’uovo. Il ciclo successivo sarà normale.

Come si fa a sapere che l’emergenza è passata e non si è incinta?

Se compare il normale flusso mestruale si può essere certe di non essere incinta. Se il flusso mestruale fosse più leggero o più breve o comunque diverso rispetto al solito, è opportuno fare un test di gravidanza per escluderla con certezza.

La “prova d'amore”

State insieme da poco. Vi piacete molto e lui insiste per fare l’amore, ma tu non ti senti pronta.

Prima di buttarti è meglio rifletterci un po’ e farti qualche domanda.

Ascolta il tuo cuore per sapere se è il momento giusto

Che fare? Resistere ai propri impulsi, al tuo ragazzo che insiste, e alle amiche che ti raccontano le loro esperienze e ti fanno sentire ancora una bambina, oppure cedere, magari soltanto per la paura che il tuo ragazzo ti lasci?
In fondo, perché aspettare? Cosa c’è di male, se ti piace e gli vuoi bene? È giusto reprimere i miei istinti? Magari, è il modo più giusto per conquistarlo?

La prima risposta che puoi darti è che il rapporto sessuale non è una prova d’amore. Certo, è una componente dell’amore, ma non lo dimostra, e di sicuro non lo rende più vero. Non fidarti di chi fa pressione su di te, non è amore quello di chi ti ricatta. Chi ama sa rispettare e attendere, se tu non ti senti ancora pronta (ma vale anche il contrario!).

Le altre risposte le puoi certamente trovare dentro di te: non devi avere paura di farti delle domande, di metterti in discussione e di ascoltare cosa ti dice il tuo cuore. Chiediti se davvero desideri fare l’amore, se vi conoscete abbastanza, se l’attrazione fisica che provi per lui è sufficiente per vivere un’esperienza sessuale che ti coinvolga anche emotivamente.
Se non sei convinta non temere di prenderti tutto il tempo necessario.

Se ti aspetta è meglio

Quando due ragazzi cominciano a stare insieme e si vogliono bene, hanno molte cose da fare, da sperimentare, da condividere e vivere!
Fare l’amore è un modo di entrare in intimità con l’altro, di comunicare reciprocamente in modo profondo. Può essere un’esperienza bellissima ed emozionante se entrambi la desiderano e si è già creata una certa confidenza, ma può essere anche traumatica o comunque molto deludente se viene vissuta solo per compiacere l’altro, o svilita per curiosità o, peggio, per noia o per dimostrare agli altri che si è diventate grandi.
Farlo subito può dare disagio più che piacere. Un contatto così ravvicinato, così intimo con un ragazzo che si conosce da poco, anche se piace ed intriga, può dare una sensazione di estraneità e di freddezza.

Se non ti senti ancora pronta, o ti sembra che non vi conosciate ancora abbastanza bene per un’esperienza così importante, è meglio aspettare un po’ di tempo prima di farlo.

Se il tuo ragazzo ti vuole davvero bene, saprà rispettare i tuoi tempi.

L’attesa, aumentando l’intensità del desiderio, renderà l’eventualità di fare l’amore per nulla scontata e, proprio per questo, più unica e magica.

Talvolta, il tutto e subito, può essere davvero controproducente, soprattutto all’inizio di una storia d’amore quando si mettono le basi per dare vita a quella sintonia mentale ed emotiva, che costituisce la migliore premessa per un sesso di qualità, da fare al momento giusto.

Per i maschietti, spesso, l’attesa e il non sapere se riusciranno ad ottenere ciò che vogliono, diventano parte di un gioco intrigante ed emozionante che mantiene più vivace il rapporto. La scelta di aspettare sarà rispettata anche dal tuo ragazzo, se davvero ti vuole bene e ci tiene a te.

A questo punto è meglio chiudere subito?

Se soffri, se il rapporto ti sembra sbilanciato, se tu nutri amore e sentimenti di tenerezza ed affetto, ma senti in lui solo desiderio sessuale, allora continuare può farti solo del male. Meglio chiudere subito, anche se ti sembra molto difficile, piuttosto che coltivare un rapporto sterile e sbilanciato, dove di certo non ti riconosci.

La prima volta: sarò all’altezza?

La prima volta viene vissuta con grande trepidazione da ogni adolescente, perché rappresenta una svolta fondamentale nella vita, il distacco definitivo dall’infanzia.

Gli adolescenti spesso sognano ad occhi aperti il primo incontro sessuale e fantasticano emozioni travolgenti e scenari romantici.

Anche se la realtà non sempre corrisponde all’immaginazione e può invece lasciare un senso di scontentezza e di non appagamento, è comunque un’esperienza dirompente che modifica dentro e apre una nuova fase della vita.

Quindi, se la prima volta non è troppo soddisfacente, non bisogna abbattersi, anzi: rappresenta solo l’inizio di un percorso di ricerca sessuale, di perfezionamento e di nuove esperienze che durerà tutta la vita.

Quando sarà il momento giusto?

Non c’è un’età giusta, dipende dalla singola persona. La situazione ideale si verifica quando entrambi affrontano questo momento con spontaneità e coinvolgimento affettivo. L’età giusta per fare la prima esperienza è quella che ciascuno sceglie in base alla propria maturità e alla propria storia personale.

Saper dire di no

È importante imparare ad ascoltare il proprio cuore e le proprie emozioni, senza mai accettare di fare cose che non ti piacciono. In questo terreno non ci sono modelli prestabiliti, ma se ti senti incapace di andare oltre perché hai paura, perché il comportamento o i gesti del ragazzo ti urtano o ti turbano troppo, è meglio fermarsi piuttosto che sforzarsi a continuare un’esperienza che non sentiamo, non vogliamo fino in fondo.

Le ansie degli adolescenti

La prima volta è sempre un’incognita, che suscita inevitabilmente insicurezza e turbamento, ma anche i condizionamenti sociali possono influire negativamente. Il primo rapporto sessuale può scatenare ansie notevoli tra gli adolescenti, sia maschi che femmine.

Per le ragazze resistono ancora falsi timori legati a pregiudizi e a modelli religiosi o culturali, come il tabù della verginità e il dolore provocato dalla sua perdita, ma anche il timore di non essere pronta o l’insicurezza di non piacere.

D’altra parte, i ragazzi sin dalle prime esperienze sono oppressi dalla falsa opinione, ancora diffusa, che la virilità sia legata alle doti e alle prestazioni fisiche.

È opportuno che nel momento in cui siete presi dall’ansia, ognuno rassicuri l’altro.

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