Contraccezione consapevole

Adolescenti e gravidanza

Rischio gravidanza: sfatiamo qualche luogo comune!

È impossibile rimanere incinta durante i primi rapporti sessuali.

FALSO. È possibile rimanere incinta sin dalla prima volta.

Non puoi rimanere incinta, se hai le mestruazioni.

FALSO. Si verifica raramente, ma a volte si possono avere nello stesso tempo le mestruazioni e l’ovulazione, oppure i due eventi possono verificarsi a brevissima distanza.

Non è possibile rimanere incinta la settimana seguente la mestruazione.

FALSO. È possibile. L’ovulazione di solito avviene al 14° giorno dalla mestruazione e quindi proprio la settimana successiva al termine del flusso e i qualche caso può avvenire anche prima oprattutto se il ciclo mestruale è particolarmente breve.

È impossibile rimanere incinta se fai un bagno caldo subito dopo.

ASSOLUTAMENTE FALSO, neanche con lavande all’aceto. Gli spermatozoi possono percorrere 28 mm in 8 minuti, anche “nuotando controcorrente”.

È impossibile rimanere incinta se il pene dell’uomo non penetra completamente.

NON È VERO. Le piccole gocce che fuoriescono dal pene, subito dopo l’eccitazione, possono già contenere spermatozoi vitali.


I rischi di una gravidanza precoce

Come abbiamo visto, al contrario di quanto molti giovani credano, il rischio di una gravidanza è presente sin dal primo rapporto sessuale. È importante esserne consapevoli.

Una gravidanza non voluta in giovanissima età può essere un’esperienza drammatica:

  • Per ragioni di immaturità Sono coinvolte due persone molto giovani ancora inesperte, che non hanno né i mezzi economici, né il tempo, né la maturità necessaria per poter allevare un bambino.
  • Per ragioni di salute Per una ragazza molto giovane una gravidanza può comportare rischi per la salute. Da studi internazionali è stato dimostrato che la gravidanza in giovanissima età può comportare aumento dei rischi per la mamma (ad esempio pressione alta in gravidanza o preeclampsia).
  • Prova a pensare se succedesse a te, che stai cominciando adesso ad affacciarti all’esperienza sessuale e alle prime esperienze amorose.

    Prova a rifletterci: avresti il tempo, la voglia, la pazienza, i mezzi, la consapevolezza, la dedizione necessarie per poter accudire un bambino e potergli fornire tutto ciò di cui ha bisogno?

Si tratta di un impegno a lungo termine, che condizionerebbe in modo importante la tua vita futura. Probabilmente già da sola, ti rendi conto che il compito sarebbe gravoso, anche contando sull’appoggio e sull’aiuto di genitori e adulti.

Avere un bambino è una scelta così importante che va fatta al momento giusto, in modo consapevole, quando si è pronti e maturi per affrontare serenamente tutte le responsabilità che ne conseguono Quando desiderata e voluta, può essere uno dei momenti più belli e felici della vita di una coppia.

 

E se rimango incinta?

Nei primi giorni di gravidanza la vita germoglia in cellule più piccole di una capocchia di spillo. Tutto si svolge su scala microscopica, per cui è difficile rendersi conto di essere rimasta incinta.

Il segno più evidente di una possibile gravidanza è un ritardo delle mestruazioni che, tuttavia, potrebbe dipendere da altre cause, per esempio un periodo di stress molto intenso

In caso di ritardo mestruale, accompagnato da uno o più segni indicativi tra quelli elencati sotto è sempre meglio eseguire un test di gravidanza.

Segni indicativi di gravidanza

  • Nausea e vomito, più frequenti al mattino, ma possono sorgere in qualsiasi momento della giornata.
  • Mammelle gonfie, dolenti e con ingrossamento dei capezzoli.
  • Stanchezza generale.
  • Sonnolenza.
  • Frequente stimolo a fare la pipì.
  • Odori/sapori abituali che diventano sgradevoli.
  • Sbalzi d’umore.
  • Stitichezza.
  • Desiderio spasmodico di un determinato alimento (voglie).

Che cosa fare se il test è positivo?

Per prima cosa: non temere di chiedere consiglio.
Se il test di gravidanza è positivo, è necessario prendere delle decisioni nel minor tempo possibile. Per farlo è necessario parlare con una persona di cui ci si fida e farsi aiutare. Non si deve cercare qualcuno che dica cosa fare, ma qualcuno che aiuti a capire che cosa si vuole realmente fare, senza giudicare.
Sei tu che dovrai decidere che cosa fare, se tenere o meno il bambino, ma per farlo devi avere la possibilità di rifletterci il più serenamente possibile, confrontandoti anche con il padre del bambino e ed eventualmente con i vostri genitori.

Tenere o non tenere il bambino?

Una scelta strettamente personale su cui devi riflettere molto bene. Le scelte che puoi fare sono: interrompere la gravidanza, portare avanti la gravidanza ed eventualmente se non ti sentissi di interrompere la gravidanza ma neanche di crescere un figlio c’è la possibilità di darlo in adozione alla nascita. Ognuna di queste scelte comporta delle responsabilità e va meditata molto bene, ma non puoi farlo da sola. Cerca l’appoggio dei tuoi genitori, di un adulto di cui ti fidi, rivolgiti al consultorio o a un ginecologo e coinvolgi in questa tua scelta il tuo compagno.

Contraccezione d'emergenza

Se si chiama contraccezione d’emergenza ci sarà un perché. La pillola del giorno dopo, infatti, non può sostituire in alcun modo la contraccezione tradizionale.

Si tratta infatti di un farmaco che viene venduto in farmacia senza obbligo di prescrizione medica per le ragazze maggiorenni e va assunto entro le 72 ore successive al rapporto non protetto (Norlevo contenente levonorgestrel) o entro 5 giorni dal rapporto non protetto (EllaOne contenente ulipristal acetato).

La pillola agisce ritardando l’ovulazione (per questo non può essere considerata abortiva) e impedendo quindi che avvenga la fecondazione. In caso di ovulazione già avvenuta può non essere efficace. L’ulipristal acetato ha inoltre un’azione sugli spermatozoi.

Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’assunzione della pillola d’emergenza entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce un’efficacia del 95%, entro le prime 72 ore del 58%.

Inutile dire che è efficace solo per il rapporto che ne ha determinato l’uso e non per altri non protetti a seguire.

Gli effetti collaterali possono essere nausea, vomito, alterazioni del ciclo, tensione mammaria, crampi addominali, vertigini, mal di testa e cambiamenti d’umore. Generalmente le mestruazioni compaiono senza un particolare ritardo o anticipo e sono più abbondanti del normale, con una durata compresa tra i 4 e i 7 giorni.

Il principio attivo che costituisce il farmaco viene smaltito dall’organismo prevalentemente per via epatica attraverso il fegato.

È evidente dunque che un uso ripetuto o addirittura frequente non è davvero consigliabile.

Adolescenti e aborto

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità gli aborti tra le adolescenti sono ancora molto, troppo numerosi.

Eppure i giovani sembrerebbero sufficientemente informati sul tema della contraccezione. Ci si chiede allora se sia una questione d’incoscienza, oppure se il non prendere precauzioni aumenti il brivido del piacere.

Oggi i giovani vivono una sessualità più libera. Possono avere rapporti come e quando vogliono, però spesso mancano di quel senso di responsabilità che viene con la maturità, l’inesperienza della coppia giovane porta, inevitabilmente, a sottovalutare le conseguenze di un rapporto sessuale non protetto e il rischio di una gravidanza indesiderata. E quando questo succede, ecco che la libertà smette di essere una conquista e diventa un’arma a doppio taglio.

Per quanto riguarda il problema delle interruzioni di gravidanza tra le giovanissime è soprattutto una questione di scarsa conoscenza del problema, di vergogna o paura a recarsi in consultorio, a volte di poca disponibilità economica e come tale va affrontato, puntando sulla diffusione di un’informazione adeguata ed efficace.

Quale è, allora, il modo migliore per parlare agli adolescenti?
Innanzitutto l’informazione dovrebbe essere più massiccia e capillare, per esempio nella scuole. Se l’informazione arriva da quelle persone che i ragazzi considerano autorità culturali, come succede nei confronti di determinati insegnanti, è accolta con maggior considerazione.

Ma anche la comunicazione “a tu per tu” può essere efficace, se fatta da coetanei, adeguatamente sensibilizzati sull’argomento che, diffondendo un’informazione corretta, ma soprattutto dando il buon esempio, diventano dei modelli di riferimento.

La decisione di lasciare il bambino in adozione

Se hai scoperto di essere incinta e vorresti tenere il bambino, ma la tua situazione personale e familiare non ti consentono di allevarlo, puoi prendere in esame la possibilità di lasciare il bambino in adozione, una volta nato.

L’unico ente in Italia che si occupa di adozioni legali è il Tribunale per i Minorenni.

Nessun altro ente, pubblico o privato, laico o religioso, può occuparsi di adozioni.

Nessuno può forzarti legalmente, anche se sei giovanissima, a lasciare tuo figlio in adozione. Ricorda che nessuno può:

  • trattare privatamente per un’adozione
  • offrire soldi, assicurando di collocare bene il tuo bambino
  • presentarsi come incaricato di una famiglia che cerca un figlio adottivo

Se sei una minorenne, qualsiasi trattativa che scavalchi il Tribunale dei Minori rappresenta un reato punibile dalla legge.

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