Sistema Intrauterino a rilascio di progestinico (LNG-IUS)

Efficacia

99%

Durata

<3-5 anni

  • Protegge a lungo (3 anni, 4 o 5 anni)
  • Eviti qualsiasi rischio di dimenticanza
  • Ha un'efficacia del 99,8%: è uno dei metodi contraccettivi più efficaci disponibili in commercio
  • Contiene una bassissima dose di progestinico che agisce solo a livello locale. Non inibisce l’ovulazione perché circola una quantità bassissima
  • È un piccolo sistema di plastica morbida e flessibile, a forma di T, che viene inserito nell'utero dal ginecologo

Il sistema intrauterino è un dispositivo flessibile di piccole dimensioni, dotato di un serbatoio contenente l´ormone progestinico, che viene inserito nell´utero dal ginecologo. Il rilascio graduale di un piccolo dosaggio di progestinico direttamente nell´utero provoca un ispessimento del muco cervicale che rende più difficile il passaggio degli spermatozoi attraverso la cervice e un assottigliamento della membrana dell´utero che impedisce all´ovulo di impiantarsi. Con un´efficacia del 99,8% è uno dei metodi contraccettivi più sicuri tra quelli disponibili.

Il sistema intrauterino è un dispositivo flessibile di piccole dimensioni, dotato di un serbatoio contenente l’ormone progestinico, che viene inserito nell´utero dal ginecologo. Il rilascio graduale di un piccolo dosaggio di progestinico direttamente nell´utero provoca un ispessimento del muco cervicale che rende più difficile il passaggio degli spermatozoi attraverso la cervice e un assottigliamento della membrana dell´utero che impedisce all´ovulo di impiantarsi. Con un´efficacia del 99,8% è uno dei metodi contraccettivi più sicuri tra quelli disponibili.

Modalità d’uso
Il sistema intrauterino viene applicato nell´utero attraverso la vagina dal ginecologo a livello ambulatoriale. La protezione è attiva dal momento dell´inserimento e per un periodo variabile da 3 anni a 5 anni a seconda del tipo di prodotto. Una volta rimosso il sistema intrauterino, l´effetto contraccettivo svanisce rapidamente, assicurando il ritorno ai livelli di fertilità precedenti l’applicazione.

È indicato per le donne alla ricerca di un metodo contraccettivo efficace, reversibile e ad azione prolungata che le liberi dal peso di routine giornaliere, settimanali, mensili e che temono gli ormoni.

Vantaggi

Una volta inserito dal ginecologo può rimanere in utero da 3 a 5 anni (a seconda del prodotto) ma può essere rimosso in qualunque momento senza problemi di dimenticanza, tipici degli altri contraccettivi ormonali a breve durata

Ha un'efficacia del 99,8%, è uno dei metodi contraccettivi più efficaci disponibili in commercio

Azione locale e non blocca l’ovulazione

Non interferisce con la dinamica del rapporto sessuale

Può ridurre l’intensità e il dolore del ciclo mestruale

Può rendere il ciclo più breve, più leggero o meno frequente riducendo di conseguenza il rischio di anemie

E’ indicato per le donne alla ricerca di un sistema anticoncezionale reversibile e attivo fino da 3 a 5 anni, liberandosi così del problema di assunzioni giornaliere, settimanali o mensili

Non ha interazioni con altri farmaci che ne riducono l’efficacia

Può essere utilizzata durante l’allattamento sei settimane dopo la nascita del bambino

Una volta rimosso il sistema, la fertilità ritorna praticamente subito ai livelli precedenti

Svantaggi

Deve essere inserito e rimosso dal ginecologo

Nei primi 6 mesi di utilizzo può provocare irregolarità nel ciclo e spotting

Può causare mal di testa, tensione mammaria e acne (dipende dal dosaggio del contraccettivo intrauterino)

Può provocare crampi e/o irregolarità nel ciclo

Non protegge dalle infezioni da HIV (AIDS) e da altre malattie a trasmissione sessuale


Domande e risposte

Come viene misurata la cavità uterina?

Tale misurazione viene effettuata dal ginecologo durante una visita prima dell’inserimento della spirale. Egli utilizza uno strumento chiamato “isterometro”. L’isterometria è una valutazione molto importante, in quanto permette non soltanto di misurare la lunghezza della cavità dell’utero, ma anche di valutare la pervietà del collo dell’utero.

Perché la spirale va posizionata a contatto con il fondo dell’utero?

Così facendo si ha la certezza che tutta la cavità dell’utero sia protetta.

Quanto dura normalmente la procedura per l’inserimento della spirale?

In genere, dura pochi minuti, dopodiché vi verrà chiesto di riposare sdraiate per un certo tempo.

Come si fa a sapere quando e come controllare i fili che sporgono in vagina?

Tutte le informazioni utili vengono fornite dal ginecologo che, dopo un’accurata visita, vi mostrerà un disegno o una foto del tipo di spirale più indicata al vostro caso, spiegandovi tutti i dettagli sia sull’inserimento sia sulle piccole norme da seguire nella fase successiva. In quella occasione vi spiegherà anche come controllare i fili e quando. In genere viene consigliato di farlo alla fine di ogni flusso mestruale. Nel caso in cui non si riescano a sentire, è consigliabile rivolgersi al ginecologo che verificherà eventuali spostamenti della spirale. Fino alla visita dal medico, in caso di rapporti sessuali, è meglio proteggersi con il preservativo o con un altro contraccettivo.

I fili che sporgono in vagina per il controllo della posizione della spirale possono dare fastidio al partner durante il rapporto sessuale?

In genere no. Normalmente pendono per 3 cm in vagina.

La spirale medicata con ormoni è più efficace rispetto a quella al rame?

L’efficacia contraccettiva dello IUS è superiore a quella dei comuni dispositivi intrauterini al rame. Tende a migliorare la dismenorrea e la menorragia già presenti prima dell’inserimento
Durante i primi mesi dall’applicazione possono comparire mal di testa, acne, dolorabilità al seno, senso di gonfiore etc che tendono, tuttavia, a scomparire spontaneamente nel tempo. L’uso di alcuni farmaci può interferire con l’efficacia di questa spirale, pertanto è meglio consultarsi con il proprio ginecologo.

È necessario assumere qualche farmaco prima dell’inserimento della spirale?

In genere NO. Non ci sono comunque controindicazioni a bere una tisana calmante o ad assumere un po’ di valeriana per sciogliere la tensione. Chiedete consiglio al vostro ginecologo che eventualmente vi prescriverà un analgesico e/o antispastico o, se siete particolarmente sensibili e nervose, un ansiolitico.

Perché si consiglia di inserire la spirale, soprattutto quella medicata con ormoni, entro 7 giorni dall’inizio delle mestruazioni?

  • Questa è una scelta effettuata dal medico per una serie di motivi importanti:
  • Permettere ai livelli di ormone progestinico di stabilizzarsi prima che avvenga l’ovulazione
  • Durante il flusso mestruale si è certi che non sia in corso una gravidanza
  • Il collo dell’utero (cervice) è già dilatato per le mestruazioni, quindi l’inserimento della spirale procura meno fastidio alla donna
  • Le eventuali piccole perdite di sangue che possono comparire dopo l’inserimento si confondono con il flusso mestruale
  • È minore il rischio di infezione

Perché la spirale potenziata con progestinico tende a ridurre il flusso mestruale fino a farlo scomparire in alcune donne?

Perché il progestinico agisce sull’endometrio (la mucosa dell’utero), mantenendolo sottile e, quindi, con una sempre più scarsa vascolarizzazione. Nel tempo i flussi mestruali diventano sempre più leggeri o irregolari sotto forma di piccole perdite (spotting) che man mano possono ridursi fino a scomparire completamente (amenorrea). Molte donne si dichiarano soddisfatte di questo metodo proprio perché, oltre a garantire un buon effetto contraccettivo, le solleva dal disagio mensile del flusso mestruale. Per altre donne la possibile amenorrea può essere motivo di ansia.

Quando deve essere sostituita una spirale medicata con ormoni?

Gli IUS hanno una scadenza più rigida rispetto alle spirali al rame (dovuta all’esaurimento del contenuto di ormone) e vanno sostituiti ogni 3-5 anni.

Non ho mai messo la spirale perché ho paura che mi buchi l’utero. Può succedere spesso?

La perforazione uterina è un’evenienza veramente molto rara. Le cause possono essere molteplici:

  • Fattori inerenti la spirale
  • Natura e rigidità dell’applicatore
  • Tipo di inserzione (a spinta o a rilascio) nella cavità uterina. Con l’inserzione a rilascio l’incidenza di perforazione è praticamente scomparsa.
  • Mancanza di esperienza del ginecologo
  • Restringimento del canale della cervice
  • Accentuata deviazione della cavità uterina
  • Utero in condizioni di particolare fragilità (cosiddetto “utero fragile”) in seguito a parto cesareo, aborto etc

In che momento del ciclo è consigliabile rimuovere la spirale?

In genere si consiglia di rimuoverla durante, o subito dopo la mestruazione. Diversamente dal momento dell’applicazione, la scelta della data è meno importante: in genere si consiglia verso la fine del flusso mestruale in modo da rendere meno fastidiosa la rimozione. Nella stessa seduta è possibile sostituire la vecchia spirale con una nuova.

La rimozione è dolorosa?

Alcuni US sono leggermente più grandi delle spirali al rame pertanto anche la rimozione può essere un po’ fastidiosa, per esempio, provocando crampi durante e dopo; in ogni caso dipende dalla sensibilità della donna, dal tipo di spirale inserita e dall’abilità ed esperienza del medico.
La rimozione, che va eseguita dal ginecologo, risulta piuttosto semplice se i fili sono visibili: vengono tirati con delicatezza servendosi di una pinza portabatuffoli. Se i fili non sono visibili, il ginecologo potrebbe eseguire un’ecografia pelvica per verificare la presenza dello IUS, che potrà essere rimosso con una strumentazione appropriata o mediante isteroscopia (esame endoscopico che permette di visualizzare l’interno della cavità uterina).

Può provocare crampi?

Nelle prime 24-48 ore dall’inserimento possono comparire crampi all’utero. In genere scompaiono in modo spontaneo. Se la sensazione dolorosa, anche lieve, persiste è opportuno rivolgersi al proprio ginecologo per ricevere i suggerimenti più adeguati. Dopo l’inserimento è consigliabile prendersi 1 o 2 giorni di riposo.

Può essere espulsa?

L’incidenza di espulsione con le spirali più moderne è bassa, intorno all’1-3% delle donne e può avvenire con maggiore frequenza nei primi 3 mesi dall’inserimento. L’espulsione può essere asintomatica o preceduta da chiari sintomi come contrazioni, emorragia. In questo caso occorre rivolgersi al medico.
L’espulsione della spirale è causata dalle contrazioni uterine che il nostro organismo innesca in presenza di un corpo estraneo. Nella maggior parte delle donne, dopo un certo periodo iniziale, l’utero si dà per vinto e accetta la spirale, riducendo le sue contrazioni, che con il tempo scompaiono.

Se dovessi rimanere incinta pur portando la spirale, ci sono rischi per lo sviluppo dell’embrione?

NO, il rischio è basso per l’embrione.
Se la donna sceglie di continuare la gravidanza, la spirale dovrebbe essere rimossa entro le prime 12 settimane di gestazione. La rimozione è accompagnata da un rischio di aborto spontaneo, ma molti esperti ritengono che tale rischio possa aumentare, se la spirale viene mantenuta nell’utero per tutta la durata della gravidanza.

La spirale può interferire con la possibilità futura di avere un bambino?

Gli studi e le osservazioni cliniche condotte in donne sane che utilizzano spirale non documentano, in genere, alcuna alterazione della fertilità della donna. Ci sono comunque delle situazioni, per esempio le donne con un alto rischio di infiammazioni pelviche, per le quali la spirale è controindicata proprio per le eventuali interferenze negative che potrebbe causare sulla fertilità futura di queste donne. Ma si tratta di situazioni particolari; parlandone con tranquillità con il vostro ginecologo, potrete ricevere tutti i consigli più adeguati alla vostra situazione personale.

Dopo quanto tempo dalla rimozione della spirale, una donna ritorna pienamente fertile?

Se la donna non ha avuto problemi durante il periodo in cui ha portato la spirale, il ritorno è veloce. Non esiste, tuttavia, un tempo standard valido per tutte le donne. La reversibilità del metodo è comunque considerata unanimemente rapida.

Dopo quanto tempo dall’inserzione è consigliabile fare un controllo?

In genere, se la donna si sente bene e tollera bene la spirale, un controllo viene consigliato dopo 4-6 settimane dall’inserzione. Comunque, ogni ginecologo stabilisce un tempo utile, in base alla singola situazione. Ovviamente se dovessero insorgere problemi prima della scadenza, il controllo va anticipato. Qualunque dubbio sulla corretta collocazione del dispositivo sarà fugato dalla esecuzione di una ecografia pelvica.
Se dopo il primo controllo tutto procede bene, si consiglia in genere una visita all’anno.

Dopo quanto tempo dall’inserzione si possono avere rapporti sessuali?

La spirale è efficace dal momento in cui viene inserita, quindi dipende soltanto dal vostro desiderio e da quando vi sentite pronte.

Come si fa a capire se il metodo è adatto alle proprie esigenze?

Innanzitutto potete fare delle considerazioni preliminari su che cosa vorreste da un metodo contraccettivo e quanto tempo prevedete di doverlo usare. La spirale è un metodo molto efficace, che può garantirvi sicurezza e protezione per un lungo periodo di tempo, quindi è molto adatto se avete un legame stabile e non desiderate avere gravidanze. Rappresenta un’ottima alternativa se per qualsiasi motivo non volete o non potete assumere i contraccettivi orali. Una volta inserita, se la tollerate bene, potete anche dimenticarvi di avere la spirale e vivere molto spontaneamente la vostra sessualità. Una volta raccolte tutte le informazioni utili e fatte le riflessioni preliminari con il vostro partner, è importante parlarne con il ginecologo. Soltanto lui, infatti, dopo un’accurata visita, potrà confermarvi se la spirale può essere il metodo più indicato per voi. La scelta del contraccettivo diventa così anche un’occasione per valutare con maggiore consapevolezza la propria salute e la propria vita sessuale e affettiva.

Scheda di approfondimento

Il sistema intrauterino ormonale (IUS dall’inglese IntraUterine System) rappresenta un approccio contraccettivo alternativo all’utilizzo di un contraccettivo orale; contiene un ormone progestinico che viene rilasciato nella cavità uterina.

Ogni giorno viene rilasciata nella cavità uterina una piccola quantità regolare di progestinico.  Il dispositivo può rimanere nell’utero per un periodo di 3-5 anni, dopodiché va sostituito.

Efficacia

L’efficacia contraccettiva di questo metodo è superiore a quella dei comuni dispositivi intrauterini.

Meccanismo d’azione

I sistemi intrauterini ormonali (IUS):

  • Potenziano l´effetto meccanico della normale spirale (che impedisce l’annidamento dell´ovulo), agendo localmente sull’endometrio (la mucosa dell´utero) e rendendolo molto sottile. Le ghiandole endometriali si riducono di numero e quelle presenti tendono ad atrofizzarsi.
  • Agiscono, inoltre, sul muco cervicale che diventa più vischioso ed impenetrabile agli spermatozoi che incontrano, così, difficoltà a raggiungere la cavità uterina.

Potenziali utilizzatrici

  • Coppie monogame, senza rischi di malattie sessualmente trasmesse
  • Puerpere e donne in allattamento
  • Donne che non possono o non vogliono utilizzare la pillola
  • Donne che desiderano una contraccezione sicura e prolungata, ma vogliono evitare la sterilizzazione.
  • Donne con flussi mestruali molto abbondanti.
  • Donne che non possono usare la spirale al rame.
  • Donne che non tollerano i progestinici somministrati per via orale

Modo d’uso

  • Condizioni normali: durante/subito dopo la fine delle mestruazioni (secondo alcuni 3°/4° giorno di mestruazioni).
  • Dopo il parto: dopo quattro-sei settimane
  • Dopo il  parto con taglio cesareo: dopo  quattro-sei settimane, non prima che la cicatrice dell´incisione uterina si consolidi.
  • Dopo l’aborto: da subito

Inserimento

  • Prima dell´inserimento del sistema intrauterino IUS, il ginecologo dovrà informarvi sull´efficacia, i rischi e gli eventuali effetti collaterali.
  • Il sistema intrauterino può subire una deformazione temporanea ma riacquista subito dopo la sua forma primitiva (memoria elastica); ciò ne consente l´applicazione nell´utero, che va eseguita dal ginecologo.
  • Il sistema intrauterino viene in genere inserito entro 7 giorni dall´inizio del flusso mestruale.
  • L’inserimento prevede un´accurata visita ginecologica per valutare l´assenza totale di infiammazioni, patologie dell´endometrio (la mucosa dell´utero) e   infezioni degli organi genitali e per calcolare le dimensioni dell´utero e osservarne forma e direzione, elementi utili per scegliere il modello più indicato del sistema intrauterino IUS. La visita serve anche per escludere una gravidanza in atto e malattie sessualmente trasmesse; eventuali infezioni agli organi genitali devono essere adeguatamente trattate fino alla guarigione.
  • La tecnica di inserimento varia in base al modello, in ogni caso, per essere efficace, il sistema intrauterino IUS deve essere posizionata sul fondo (cioè la parte più alta) della cavità uterina. Il corretto posizionamento dello IUS nel fondo uterino è di particolare importanza per garantire l’uniforme diffusione del progestinico a tutta la mucosa endometriale, nonché per prevenire l’espulsione del dispositivo e ottimizzarne l´efficacia.
  • Una volta inserito il sistema intrauterino, di qualunque tipo esso sia, rimarranno in vagina uno o due fili di polietilene (fili di repere) che sono utili per il controllo regolare della corretta posizione della spirale e per l’estrazione del sistema intrauterino al termine dell’uso. Tali fili vengono tagliati a circa 3 cm dall’apertura del collo dell’utero in vagina.
  • Al momento dell’inserimento il ginecologo vi indicherà come potervi assicurare che il sistema intrauterino sia bene inserita, mediante il controllo dei fili.
  • Il ginecologo vi fisserà una nuova visita dopo 4-12 settimane dall’inserimento e, successivamente, una volta all’anno oppure più frequentemente, se necessario per ragioni cliniche.
  • Il sistema intrauterino IUS può essere sostituito con un nuovo dispositivo in qualsiasi momento del ciclo. Il dispositivo può essere inserito immediatamente dopo un aborto entro il primo trimestre di gravidanza. Dopo un parto, l’inserimento deve avvenire dopo 4- 6 settimane.

Rimozione

  • Il sistema intrauterino IUS deve essere rimosso dopo un periodo di tre o cinque anni e, contemporaneamente, se si desidera continuarne l’uso, sostituita immediatamente con una nuova.
  • Nelle donne in età fertile, se rivuole evitare una gravidanza è necessario rimuovere il dispositivo durante la mestruazione, sempre che vi sia un ciclo mestruale.
  • Se il dispositivo viene rimosso a metà del ciclo e la donna ha avuto rapporti sessuali durante la settimana precedente la rimozione, esiste la possibilità di gravidanza a meno che non venga inserito immediatamente un nuovo dispositivo.

Vantaggi

  • Migliore efficacia contraccettiva rispetto alle spirali al rame.
  • Miglioramento della dismenorrea (dolore durante il ciclo).
  • Riduzione della menorragia (flusso mestruale particolarmente abbondante).
  • Minore incidenza di infiammazioni pelviche rispetto alle spirali al rame.
  • Garanzia di una contraccezione molto efficace e di lunga durata.
  • Rapida reversibilità.
  • Nessuna interferenza del metodo con i rapporti sessuali (escludendo le perdite ematiche dei primi mesi).
  • Solleva la donna da ogni osservanza giornaliera del metodo contraccettivo.
  • Valida alternativa per le donne che non possono o non vogliono assumere contraccettivi ormonali orali o transdermici.

Svantaggi

  • Non protegge contro l’infezione da HIV o altre malattie sessualmente trasmissibili. In caso di rischio di uno dei due partner va sempre usato il profilattico.
  • Aumento di perdite ematiche irregolari (piccole chiazze o sanguinamento) nei primi mesi dall’inserzione. Tale incidenza si riduce, drasticamente, dopo 3-6 mesi.
  • Possibile comparsa di variazioni del ciclo (per es. il 20% delle donne può manifestare amenorrea ovvero assenza del ciclo mestruale entro 1 anno).
  • In alcune donne può causare mal di testa, acne, tensione alle mammelle, sbalzi di umore, durante i primi mesi dall’inserzione.
  • Necessità del ginecologo per l’inserimento e la rimozione. La scelta di adottare un sistema intrauterino da parte delle donne deve sempre essere avallata dal medico che deve escludere l’esistenza di eventuali controindicazioni che, se non rispettate, possono compromettere la salute e la fertilità futura della donna.
  • Fattori psicologici correlati alla presenza di “un corpo estraneo” o alla preoccupazione del controllo della posizione dei fili o alla possibilità di espulsione.
  • Alcuni farmaci possono interferire con l’efficacia della spirale IUS.
  • Possibilità di espulsione nei primi mesi dall’inserimento.

Tollerabilità

Gli effetti collaterali sono più frequenti nei primi mesi dopo l’inserimento della spirale IUS e diminuiscono nel tempo. I più comuni sono costituiti da cambiamenti del flusso mestruale o disturbi mestruali con la possibilità che si verifichino spotting, aumento o diminuzione della durata delle mestruazioni, sanguinamento irregolare, oligomenorrea, flusso abbondante, dismenorrea, dolori alla schiena.

Avvertenze

  • Oligo/Amenorrea: in donne in età fertile, l’oligomenorrea e/o l´amenorrea si manifestano gradualmente in circa il 20% delle portatrici della spirale IUS.
  • Infezioni pelviche: il tubo di inserimento della spirale IUS è in grado di proteggere il dispositivo da contaminazioni microbiche durante la manovra di applicazione e l’inseritore è stato progettato per ridurre al minimo il rischio di infezioni. Alcuni studi indicano una minore incidenza di infezioni pelviche in portatrici del sistema intrauterino IUS rispetto a quella che si verifica in donne con dispositivi intrauterini al rame. Noti fattori di rischio per le infiammazioni pelviche sono i rapporti sessuali con più partner. Infezioni pelviche possono determinare una riduzione della fertilità ed aumentare il rischio di una gravidanza ectopica. Il sistema intrauterino IUS deve essere rimosso in caso di episodi ricorrenti di endometrite o infezioni pelviche o nel caso di un´infezione acuta che non risponda al trattamento
  • Espulsione: Sintomi di una parziale o completa espulsione di qualsiasi dispositivo intrauterino possono comprendere sanguinamento e/o dolore. Comunque, la spirale IUS può essere espulsa dalla cavità uterina senza che ve ne accorgiate. Una parziale espulsione può diminuire l’efficacia della spirale IUS. Poiché il dispositivo induce una riduzione del flusso mestruale, un aumento di quest’ultimo può essere indice di espulsione. Se il dispositivo non è in posizione corretta, deve essere rimosso e può essere inserito uno nuovo.
  • Perforazioni uterine: i casi di perforazione si verificano raramente e prevalentemente durante l’inserimento. In questi casi il dispositivo deve essere rimosso. Poiché il rischio di perforazione dell’utero può aumentare nel periodo del puerperio, dopo un parto l´inserimento dovrà essere rinviato fino alla completa involuzione dell´utero (comunque non prima di 4- 6 settimane e possibilmente 12 settimane dopo il parto).
  • Gravidanze ectopiche: la possibilità di una gravidanza extrauterina deve essere presa in considerazione in caso di dolori al basso ventre, specialmente in concomitanza con la scomparsa delle mestruazioni o nel caso di donne con amenorrea precedente che inizino improvvisamente ad avere sanguinamenti uterini. Donne con storia di gravidanze ectopiche, precedenti interventi chirurgici alle tube o predisposizione alle infezioni pelviche sono a maggiore rischio di sviluppare una gravidanza ectopica.
  • Mancata individuazione dei filamenti: se i filamenti di rimozione non sono visibili nella cervice durante gli esami di controllo deve essere esclusa una gravidanza in atto. I filamenti possono essere stati trascinati all’interno dell’utero o del canale cervicale e possono riposizionarsi nel successivo periodo mestruale. Nel caso il ginecologo abbia escluso una gravidanza, i filamenti potranno essere individuati con uno strumento idoneo. Se i filamenti non sono individuabili, il dispositivo potrebbe essere stato espulso. È possibile che il ginecologo utilizzi l’ecografia per ricontrollare il corretto posizionamento del dispositivo.

Controindicazioni assolute

  • Gravidanza nota o sospetta.
  • Infezioni pelviche in atto (per esempio: salpingite, endometrite postpartum, cervicite, malattia infiammatoria pelvica).
  • Alcuni tipi di fibromi.
  • Gravi malformazioni dell’utero.
  • Tumori maligni dell’utero e della cervice.
  • Neoplasie per le quali sia nota o si sospetti un’influenza degli ormoni sessuali
  • Precedenti gravidanze extrauterine (il consenso non è unanime tra gli specialisti).
  • Malattie e tumori epatici.
  • Emorragie genitali di origine non chiara.
  • Tromboflebite e tromboembolismo.
  • Specifiche controindicazioni all’assunzione di ormoni progestinici.

Controindicazioni relative

  • Restringimento del canale cervicale.
  • Puerperio (nelle prime 4-6 settimane).
  • Terapie anticoagulanti.
  • Donne affette da malattie sessualmente trasmesse (MST) o ad alto rischio (partner sessuali multipli).
  • Gravi anomalie dei lipidi.
  • Emicrania, emicrania focale con perdita asimmetrica della vista o altri sintomi indicativi di ischemia cerebrale transitoria.
  • Ittero.
  • Spiccato aumento della pressione arteriosa.
  • Gravi arteriopatie quali stroke o infarto del miocardio.

Le controindicazioni all’uso della spirale sono connesse soprattutto a eventuali alterazioni della cavità uterina e alla presenza o al rischio di sviluppo di infiammazioni e infezioni a carico degli organi genitali interni, che potrebbero interferire con la fertilità futura della donna.

Prescrizione

Il sistema intrauterino ormonale deve essere applicato dal ginecologo.

Parlane con il tuo ginecologo: è l’interlocutore più qualificato per suggerirti se la spirale è il metodo più indicato per te.

Il metodo in breve

Tipo di metodo Dispositivo medicato a lento rilascio con ormone progestinico
Partner Donna
Via di somministrazione Intrauterina
Meccanismo d’azione
  • Ispessimento del muco cervicale
  • Inibizione della motilità/funzionalità degli spermatozoi nell’utero e nelle tube
  • Atrofia dell’endometrio
Inserimento Va inserito dal ginecologo entro 7 giorni dall’inizio delle mestruazioni
Durata 3-5 anni
Efficacia contraccettiva MOLTO ELEVATA E DURATURA
Benefici extracontraccettivi

  • Riduzione significativa del dolore mestruale
  • Efficace nel trattamento dei flussi mestruali abbondanti
Reversibilità Rapida
Influenza sulla fertilità futura Nessuna
Interferenza con il rapporto sessuale Nessuna
Protezione dalle MST No
Potenziali utilizzatrici
  • Potenziali utilizzatrici
  • Puerpere
  • Donne oltre i 35 anni con flussi mestruali abbondanti
  • Donne che non vogliono utilizzare la contraccezione ormonale
Controindicazioni relative
  • Restringimento del canale cervicale
  • Puerperio (nelle prime 4-6 settimane)
  • Donne affette da MST o ad alto rischio (partner sessuali multipli)
Controindicazioni assolute
  • Gravidanza
  • Infezioni pelviche in atto
  • Gravi malformazioni uterine
  • Tumori all’apparato genitale
  • Emorragie genitali di origine non chiara
Associazione con alcuni farmaci Riduzione dell’efficacia
Effetti collaterali Possibili nei primi mesi
Prescrizione medica

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