Metodi naturali

Efficacia

76%

Durata

Ogni giorno

  • Hanno un’efficacia molto bassa
  • Non proteggono dalle SMT
  • Necessitano di un’ottima conoscenza del proprio corpo e del proprio ciclo
  • Richiedono uno stile di vita molto regolare, poiché il ciclo può essere influenzato da molto fattori

I metodi naturali si basano su un’attenta verifica del ciclo mestruale della donna, così da avere rapporti sessuali solo nei giorni non fertili: durante il ciclo ci sono infatti dei giorni, solitamente prima e dopo l’ovulazione, dove il rischio di concepimento è più elevato. La donna osserva e impara a distinguere i diversi segnali nelle diverse fasi del proprio ciclo: le fluttuazioni nella temperatura corporea, le modifiche del muco cervicale, e così via, a seconda del tipo di metodo. L’efficacia dei metodi naturali è molto bassa, perché può essere influenzata da lievi cambiamenti del ciclo, da un’osservazione poco attenta o da modifiche allo stile di vita (mancanza di sonno ad esempio), che possono alterare il ciclo e quindi dare risultati poco attendibili. Sicuramente non sono metodi indicati per chi è distratto o poco organizzato, o per chi non ha propensione alla programmazione.

I metodi naturali sono molto complessi e si basano fondamentalmente su una perfetta conoscenza del proprio ciclo. Se sei interessata a un metodo naturale, è fortemente consigliabile utilizzare un metodo barriera (diaframma, coppetta cervicale o preservativo) o di astenersi dai rapporti sessuali nei giorni a rischio. Se vuoi programmare una gravidanza, questi metodi possono essere utili ad individuare i giorni più fertili.

I metodi naturali sono gli unici approvati dalla Chiesa Cattolica; possono essere utilizzati durante l’allattamento, ma ricordati che non proteggono dalle malattie sessualmente trasmesse (SMT).

Il metodo sinto-termico

Questo metodo naturale utilizza tre indicatori per rilevare il periodo fertile. Il metodo sinto-termico si basa, infatti, sull’osservazione contemporanea delle variazioni cicliche di: temperatura basale, muco cervicale e cervice uterina. I dati rilevati giornalmente, vanno raccolti e registrati su una scheda riassuntiva.

Durante l’inizio del ciclo, quando i livelli di estrogeno e progesterone sono bassi, la cervice uterina è in posizione bassa, con l’orifizio chiuso, e facilmente palpabile con le dita.

Con l’aumento dei livelli di estrogeni, aumenta anche la produzione di muco e la cervice uterina diventa più morbida, più alta e con l’orifizio un po’ più aperto rispetto ai giorni di non fertilità.

Nei giorni successivi sia il muco cervicale sia la cervice uterina continuano a modificarsi gradualmente, fino a raggiungere un quadro di piena fertilità. Contemporaneamente va misurata la temperatura basale, che si innalza di 0.2-0.4 gradi centigradi in risposta agli aumentati livelli di progesterone dopo l’ovulazione, e rimane alta fino al giorno in cui compare la successiva mestruazione.

Dopo tre giorni di temperatura alta, si considera terminato il periodo fertile. Sebbene questo metodo sia un po’ più complicato, la sua efficacia è lievemente maggiore rispetto ai singoli metodi naturali.

Il rilievo del picco dell’LH

Questo metodo naturale sfrutta piccoli dispositivi computerizzati presenti attualmente in commercio (si comprano in farmacia) che si basano sul test dell’urina e sono utili per rilevare l’ormone luteinizzante (LH) prodotto dall’ipofisi (talvolta anche altri ormoni), immediatamente prima del picco ovulatorio.

Il test va eseguito al mattino, appena sveglie. Sulla base del risultato, il computer segnala con colori differenti, se il giorno è fecondo (rosso), non sicuro (giallo) o infecondo (verde).

Il metodo di Ogino-Knaus

All’inizio degli anni ’20 del secolo scorso, il ginecologo giapponese K.Ogino e il ginecologo austriaco H. Knaus scoprirono, in modo indipendente, che la donna non è feconda per tutta la durata del ciclo mestruale, ma solo nei giorni adiacenti al momento dell’ovulazione, che teoricamente avviene intorno alla metà del ciclo.

Il cosiddetto metodo del calendario, significò, per l’epoca, una rivoluzione nel campo del controllo della fertilità, oltre che per l’individuazione dei giorni fertili per le coppie alla ricerca di una gravidanza.

Secondo questo metodo, occorre evitare di avere rapporti sessuali non protetti nella fase centrale del ciclo (dal nono al sedicesimo giorno) per non rischiare una gravidanza indesiderata.

Questo metodo è poco sicuro, inadatto a donne con ciclo irregolare e attualmente considerato obsoleto come mezzo contraccettivo.

Metodo Billings

Il metodo Billings, conosciuto anche come metodo del muco cervicale, si basa sull’osservazione e interpretazione del muco prodotto dalle ghiandole del collo dell’utero.

La consistenza e l’aspetto del muco variano nell’arco di ciascun ciclo mestruale.

Il metodo, che è piuttosto impegnativo, prevede l’accurata osservazione del muco cervicale, più volte al giorno, con l’aiuto di rigorose regole standardizzate, e la costruzione di un grafico che consenta di individuare, ogni mese, l’ovulazione e il relativo periodo di fertilità.

All’inizio del ciclo, dopo le mestruazioni, la cervice è chiusa, il muco è spesso, impenetrabile, non si vede e non si riesce a toccarlo. L’ambiente vaginale esterno è “secco”, asciutto al tatto, talvolta addirittura pruriginoso. Alcune donne non hanno alcuna sensazione in questa fase. Il livello degli ormoni estrogeno e progesterone è basso e il muco si trova nella fase non fertile.

Durante i giorni vicini all’ovulazione, il muco modifica le sue caratteristiche sotto lo stimolo degli ormoni estrogeni: diventa progressivamente sempre più filante, vitreo, elastico, simile al bianco d’uovo e aumenta in quantità, tanto da essere visibile e da far percepire alla donna una tipica sensazione dapprima di umido (“come se ci fossero delle goccioline che scorrono”) e poi di vero e proprio “bagnato” (muco fertile), causato dall’accumulo di acqua. Al tatto, le dita scivolano all’entrata della vagina, come se “fosse stata trattata con sapone liquido” od “oliata”.

Il giorno dell’ovulazione corrisponde strettamente al giorno del picco di muco. Quindi con questo metodo, a differenza di quello della temperatura basale, si può determinare con relativa sicurezza anche l’inizio della fase fertile. Molte donne utilizzano entrambi gli indicatori, come previsto dal cosiddetto metodo sinto-termico.

Le coppie devono essere particolarmente attente durante i rapporti sessuali in presenza di muco fertile, fino al terzo giorno dopo la sua scomparsa.

Dopo l’ovulazione, l’abbassamento della concentrazione di estrogeni e l’aumento di quella del progesterone provocano da un giorno con l’altro una brusca riduzione del muco.

La temperatura basale

Sin dall’inizio del 1900 il ginecologo olandese Van de Velde suppose che esistesse un nesso tra l’andamento della temperatura e la ciclicità della funzione ovarica. Studi successivi dimostrarono che la temperatura corporea della donna in età fertile varia di 2-6 decimi di grado centigrado a seconda della fase del ciclo: in genere è più bassa durante la prima fase (follicolare) del ciclo e più alta durante la seconda fase (luteinica).

Nel 1930 un prete cattolico tedesco, padre Wilhelm Willebrand, pensò di utilizzare queste osservazioni allo scopo di praticare una contraccezione naturale. La temperatura si può misurare sia per via rettale che per via orale, utilizzando un particolare termometro (termometro dell’ovulazione, in vendita in farmacia).

La temperatura va misurata al risveglio, prima di fare qualsiasi altra cosa, in situazione tranquilla, possibilmente sempre alla stessa ora. Il valore osservato va registrato su un foglio particolare che si trova nella confezione del termometro e serve a costruire il grafico mensile della temperatura basale.

Numerosi studi hanno determinato che l’aumento della temperatura (+0.2-0.4 gradi centigradi) si verifica mediamente 1-2 giorni dopo l’ovulazione, grazie allo stimolo del progesterone. Il picco si mantiene, in genere per 3 giorni, dopodiché la coppia può avere rapporti non protetti.

Questo metodo ha una notevole sicurezza, ma limita molto la vita sessuale della coppia.

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