Contraccezione di emergenza

Efficacia

58%

Durata

Quando serve

  • E’ un metodo di prevenzione secondaria, da utilizzare per ridurre il rischio di gravidanza se un metodo fallisce o viene dimenticato
  • Non ha effetti su una gravidanza in corso
  • E’ efficace se utilizzato nei tempi corretti
  • Per le donne maggiorenni è reperibile in farmacia senza ricetta

Definizione

La contraccezione di emergenza  (EC/CE) e’ un metodo di prevenzione secondaria in grado di soccorrere la donna per ridurre il rischio di gravidanze non desiderate, se un metodo anticoncezionale fallisce o viene dimenticato  (contraccezione ormonale orale – vaginale (anello) – transdermica  (cerotto), condom, diaframma, coito interrotto, metodi naturali), se viene mal utilizzato o non utilizzato affatto, o se  il rapporto viene subìto  (violenza sessuale).

I concetti di  pillola del giorno dopo, contraccezione del giorno dopo,  spirale del giorno dopo, contraccezione dei 5 giorni dopo,   e simili,  vanno aboliti e non devono essere piu’ usati, perche’ da un lato sono concettualmente errati,   e dall’altro possono indurre le donne a non utilizzare la EC quando sia passato piu’ di un giorno/il giorno dopo, oppure ad utilizzarla proprio il giorno dopo o dopo alcuni  giorni , in questo modo riducendo od annullando le sue possibilita’.

Storia

In passato a questo scopo sono stati utilizzate alte dosi di estrogeni e successivamente estrogeni e progestinici, anche con pillole del commercio (schema di Yuzpe).

I metodi oggi utilizzati

Oggi sono comunemente utilizzati tre metodi di contraccezione emergenza: lo IUD al rame  (IUD-Cu), il levonorgestrel  (LNG), l’ulipristal acetato  (UPA).

  1. Lo IUD-Cu è utilizzato a questo scopo già dagli anni ’80, anche se questa pratica non è molto diffusa, in particolare non lo è in Italia. Se utilizzato fino a cinque giorni dal rapporto sessuale presunto fecondante la sua sicurezza è molto elevata e sfiora il 100%. La sua azione è legata a modificazioni endometriali non favorenti l’annidamento ed alla spermio tossicità del rame. Va utilizzato come seconda scelta se vi sono stati più rapporti sessuali a rischio, se sono passate più di 72 ore dal rapporto, se la donna vuol poi usare lo IUD come contraccezione di lungo periodo, se è stata vomitata una contraccezione emergenza per via orale. Il suo grande vantaggio è che può essere lasciato in utero per un lungo periodo, anche fino a 10 anni, se la donna lo desidera. Il suo svantaggio e’ quello di dover cercare un ginecologo che lo inserisca tempestivamente.
  2. Il levonorgestrel (LNG) è un progestinico derivato dal 19 nor testosterone, utilizzato a questo scopo già negli anni ‘80 in Ungheria. Ma e’ alla fine degli anni ‘90 che il suo uso diviene noto a livello mondiale attraverso una serie di studi e di pubblicazioni della organizzazione mondiale della sanità. La sua efficacia è molto elevata, con pochi fenomeni collaterali. In Italia è entrato in commercio nel 2000. E’ in commercio sotto forma di una compressa da 1500 mg, che va assunta una tantum, quanto prima dopo un rapporto sessuale. Il massimo utilizzo consigliato è entro 48-72 ore da quel rapporto, ma la sua efficacia si riduce progressivamente tanto più ci allontaniamo dal momento del rapporto.

La sua azione è legata alla capacità di bloccare e posticipare l’ovulazione, fino ai primi giorni della finestra fertile,  cioe’ prima che il picco dell’LH cominci a salire, in fase follicolare media, in questo modo permettendo che gli spermatozoi del rapporto a rischio vadano a morte certa.

Il problema vero è che l’ovulazione è spesso imprevedibile e può talora avvenire anche al di fuori della presunta finestra fertile, che comunemente si colloca attorno ai giorni centrali del ciclo. Percio’ in pratica si può considerare che non vi sia giorno del ciclo scevro dai rischi  di un rapporto non protetto.

Il levonorgestrel non ha effetti su una gravidanza in corso, nè sull’impianto.

  1. L’ulipristal acetato (UPA) è un agente agonista antagonista progestinico, modulatore selettivo dei recettori del progesterone. È anch’esso un derivato del 19 nor testosterone. Viene utilizzato sotto forma di una compressa da 30 mg, da assumersi una tantum il piu’ precocemente possibile dopo un rapporto sessuale ritenuto a rischio. Il suo utilizzo si accompagna a fenomeni collaterali pressoché nulli.

La sua azione è legata alla capacità di bloccare e posticipare l’ovulazione fino ad un momento più tardivo di quanto sia capace di fare il levonorgestrel, cioe’ fino in fase follicolare avanzata (ma non dopo l’ovulazione), ed è per questo che la sua efficacia è molto più notevole. Infatti se viene assunto entro 24 ore dal rapporto a rischio esso risulta tre volte più efficace del levonorgestrel, mentre se viene assunto entro 72 ore esso risulta due volte più efficace del levonorgestrel.

L’ulipristal acetato  non ha effetti su una gravidanza in corso, nè sull’impianto.


Il metodo in breve

I metodi oggi più utilizzati in Italia sono quelli per via orale: il levonorgestrel (LNG) sotto forma di una compressa da 1500 mg, da assumere una sola volta; l’ulipristal acetato (UPA) sotto forma di una compressa da 30 mg da assumere una sola volta.

Tra i due metodi per via orale (LNG e UPA) andrebbe preferito l’ulipristal acetato che  e’ 2-3  volte più efficace del levonorgestrel.

Per le donne maggiorenni non è necessaria la ricetta medica; è sufficiente che la donna si rivolga direttamente in farmacia.

La donna minorenne necessita di ricetta medica.

L’efficacia e’ molto elevata se i farmaci vengono assunti in tempi adeguati.

Non vi sono influenze sulla fertilità futura.

Non c’e’ interferenza  con i rapporti sessuali.

Non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

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