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La contraccezione dopo un’interruzione di gravidanza

Redazione

Quale contraccezione usare dopo una IVG – interruzione volontaria di gravidanza? Il tema è molto delicato e tutte le società scientifiche raccomandano di affrontarlo in modo puntuale.

“L’interruzione di gravidanza è un momento in cui parlare di contraccezione è importante e può incontrare particolare recettività”, sottolinea la dottoressa Valeria Dubini, Direttore Struttura Complessa USL Toscana Centro e autrice delle raccomandazioni su contraccezione ormonale e IVG nelle recenti Raccomandazioni sulla Contraccezione Ormonale, pubblicate ad agosto 2019.

Prevenire gli aborti ripetuti

“L’interruzione volontaria di gravidanza è infatti un momento di disagio e di dolore e la responsabilità degli Operatori Sanitari nel proteggere la salute della donna è ancora più importante in questo delicato momento. Offrire un contraccettivo nell’immediato, dopo l’aborto, può contribuire anche a prevenire quel fenomeno purtroppo ancora presente nel nostro paese che è il ricorrere ripetuto ad interruzioni di gravidanza, con conseguenze sulla salute della donna, sulla sua capacità riproduttiva e sicuramente su tutti gli aspetti emotivi”.

Dispositivo intrauterino o sottocutaneo: da inserire dopo IVG

“La contraccezione dopo l’interruzione di gravidanza può essere la contraccezione ormonale, la pillola o i dispositivi intrauterini o ancora il dispositivo sottocutaneo. In questi ultimi due casi, si può “approfittare” dell’interruzione chirurgica della gravidanza perché la donna spesso è sedata o dorme, quindi può essere più semplice l’inserimento di un dispositivo intrauterino o sottocutaneo. Anche la pillola può essere consegnata direttamente alle dimissioni dopo l’interruzione di gravidanza.

Cosa fare in caso di pillola abortiva

Oggi abbiamo sempre più interruzioni di gravidanza di tipo medico (con pillola abortiva): anche in questo caso dobbiamo pensare al contraccettivo. Qualche volta purtroppo le tempistiche strette lasciano questo aspetto in secondo piano, eppure è un tema molto importante. Anche in questo caso, possiamo offrire la pillola contraccettiva immediatamente al primo accesso, quando alla donna viene presentata l’opzione della pillola abortiva. Possiamo proporre anche la contraccezione intrauterina nel momento in cui siamo certi che l’interruzione di gravidanza è avvenuta. Anche il dispositivo sottocutaneo po’ essere inserito contestualmente al primo accesso della donna.

Tutti questi aspetti devono essere ben presenti agli operatori sanitari. Abbiamo una grossa responsabilità nei confronti della protezione della salute delle nostre assistite e per evitare, come già sottolineato, quel fenomeno delle IVG ripetute che è ancora presente nel nostro paese.

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