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Qual è la contraccezione più adatta se pratichi sport?

Redazione

Qual è la contraccezione più adatta se pratichi sport?

Le attività sportive ripartono: dopo mesi di confinamento siamo tornate a muoverci. Riaprono i centri sportivi, le piscine e le palestre.  Anche le sessioni di allenamento per gli atleti e le competizioni sportive sono ormai consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento e a porte chiuse.

Chi pratica sport necessita di maggiore libertà rispetto al ciclo

Sportive professioniste e non professioniste possono dunque rimettersi in pista. Come scegliere la contraccezione giusta per affrontare allenamenti e gare in serenità?

“Al di là del professionismo, le donne soprattutto le più giovani praticano sempre più sport e quindi hanno necessità di maggiore libertà rispetto al ciclo mestruale”, sottolinea Valeria Dubini, Direttore Struttura Complessa USL Toscana Centro.

Sport: pillola senza interruzioni

Dunque, qual è la contraccezione adatta se pratichi sport? “Si possono scegliere diversi tipi di contraccettivi: la pillola può essere uno di questi, soprattutto scegliendo un regime esteso, senza fare intervalli: questo non comporta nessun tipo di problema, nessun rischio per la salute e quindi è un approccio che può essere tranquillamente messo in pratica.

Negli stati uniti abbiamo delle forme di pillola in cui vengono consegnati 6 mesi di trattamento e nell’arco dei sei mesi la donna può farsi venire la mestruazione quando è il momento per le più adeguato. E questo consente di affrontare delle imprese sportive, dei momenti di gara, dei momenti di difficoltà nel modo più semplice”.

I dispositivi intrauterini: ciclo più ridotto

“Ma anche alcuni dispositivi intrauterini con progestinico possono essere utilizzati in questo senso perché hanno una tendenza a ridurre fortemente la mestruazione, nel 15-20% dei casi il ciclo non si presenta, e questo può essere senz’altro un vantaggio, ma anche negli altri casi abbiamo una riduzione del ciclo e tutto questo rende la donna più libera”.

Mestruazioni: un “mito” da sfatare?

“Diciamo che nel nostro paese c’è ancora il retaggio che le mestruazioni possano “fare bene”, prosegue Dubini. “Questo non è proprio vero, nel senso che qualche volta possono essere causa di anemizzazione, oltre che di disagio in condizioni particolari come quelle della donna sportiva. Quindi bisogna far capire che in realtà è possibile non andare incontro a questo disagio senza che questo comporti nessun problema per la salute, anche se qualcuno ci potrebbe dire che non è “naturale”. Ma io dico sempre: anche gli antibiotici non sono naturali, però ci hanno salvato da tante malattie”.

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