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Endometriosi e contraccezione: cosa dobbiamo sapere?

Redazione

Che contraccettivo usare se si sospetta un’endometriosi: i consigli della dr.ssa Valeria Dubini, Ginecologa Direttore Struttura Complessa USL Toscana Centro.

L’endometriosi è una patologia che conosciamo sempre meglio, anche se in realtà le cause non sono ancora del tutto chiare. E’ una patologia che può determinare dolori mestruali importanti e che può portare, se la sua presenza non viene in qualche modo arginata, a problematiche importanti di riduzione della fertilità.

Che cos’è l’endometriosi

Quando ci troviamo di fronte a un a ragazza giovane che presenta dolori mestruali, dobbiamo mettere in ipotesi anche che potrebbe trattarsi di endometriosi, perché la diagnosi non è sempre semplice: si tratta di piccoli gruppi di cellule che normalmente si troverebbero all’interno dell’utero e che invece si ritrovano in zone diverse, come sull’ovaio o in alcuni punti del peritoneo. Queste cellule tendono a sanguinare contestualmente alla mestruazione e con il tempo possono arrivare a determinare delle alterazioni, delle aderenze e delle problematiche che possono diventare importanti.

Endometriosi: quale contraccettivo usare?

Quando una ragazza giovane richiede un contraccettivo e presenta dolori mestruali, può essere molto adeguato offrire un trattamento con una pillola con estroprogestinici o con solo progestinici. Perché? Perché gli estrogeni che la donna produce sono sempre superiori rispetto ai dosaggi contenuti nella pillola, e sono questi estrogeni a nutrire i focolai endometriosici, a farli crescere e sanguinare, per poi portare alle conseguenze di cui parlavo.

Endometriosi e pillola: meglio assumerla senza interruzioni

Quindi dare la pillola è sicuramente un modo per arginare il problema e per non far crescere queste cellule, così da accompagnare la donna al momento in cui vorrà entrare in una fase riproduttiva. Naturalmente, ci sono anche trattamenti specifici per l’endometriosi, ma qui entriamo in situazioni in cui la patologia è già diagnosticata: in tutte le fasi precedenti possiamo agire in modo molto semplice, utilizzando la pillola magari in regimi continui, evitando la settimana di sospensione. Questo perché l’interruzione è un momento in cui potrebbero riaffacciarsi gli ormoni della donna che “nutrono” la patologia.  

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