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Educazione sessuale nelle scuole: un investimento per la salute e per il futuro

Redazione

Scuola e famiglia sono componenti fondamentali nel dialogo sulla contraccezione. Per questo SCEGLITU si rivolge anche a loro (a breve sul sito saranno disponibili materiali informativi dedicati proprio ai genitori e agli insegnanti).

L’educazione all’affettività, prima ancora che alla sessualità, permette ai giovani di capire cosa l’affettività comporti – sottolinea la dr.ssa V. Dubini, esperta SCEGLTU. “Intorno all’affettività ci sono molti aspetti positivi ma anche dei rischi: quelli delle malattie sessualmente trasmesse, quelli di una contraccezione non sicura e non consapevole.

“Gli adolescenti, lo sappiamo, tendono a rimandare certe questioni, come se queste non li riguardassero: eppure, è proprio in uno scambio di opinioni – come quello con gli insegnanti – che possono passare messaggi importanti, che riguardano anche il loro futuro. Pensiamo ad esempio anche alla fertilità.

Per questo l’obiettivo sarebbe quello di riuscire a portare in maniera stabile e istituzionale nelle scuole l’educazione alla sessualità e a tutto ciò che comporta”.

Guarda la videointervista alla dr.ssa Dubini

Negli anni il progetto SCEGLITU e gli Specialisti SIGO che lo animano hanno realizzato e condiviso molte iniziative formative con le scuole e con le famiglie: crediamo fortemente nella necessità di educazione sessuale per i giovani e giovanissimi (una recente ricerca evidenzia come oltre metà degli studenti sotto i 19 anni non usino il preservativo). L’intento è lavorare affinchè questi temi siano una presenza istituzionale nelle scuole, a partire dalla giovane età.

In Italia oggi, nonostante diversi progetti di legge, l’educazione sessuale resta materia non obbligatoria di studio: i programmi coinvolgono un numero ristretto di strutture, a discrezione degli istituti, per una fascia di età a partire dai 14 anni. Diversa la situazione nella maggioranza dei paesi europei: questo emerge da un rapporto, pubblicato nel 2013 dal Dipartimento direzione generale per le politiche interne del parlamento dell’Unione Europea, che traccia una mappa di come si orientano i paesi europei sul tema. In 24 paesi analizzati, l’insegnamento dell’educazione sessuale è obbligatorio nella maggior parte dei casi (in Germania fin dal 1968, in Danimarca, Finlandia, Austria dal 1970). Sono 7 i paesi in cui questo non avviene: Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito (che però ha recentemente approvato un provvedimento che renderà la materia obbligatoria a partire dal 2019).

Nello stesso rapporto si evidenzia come un’educazione sessuale insufficiente porti ad un aumento del tasso di gravidanze indesiderate in età adolescenziale e una maggiore quantità di persone che soffrono di malattie sessualmente trasmesse.

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