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Impariamo a vederci belle così come siamo

Redazione

Disturbi alimentari: anche gli amici e la famiglia possono fare molto per aiutare le ragazze che soffrono di anoressia o bulimia. Ne parliamo con la dr.ssa Francesca Ciccarone, della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Roma.

“Disturbi alimentari: li conosciamo tutti ma se ne parla troppo poco. Oggi le ragazze sono sempre più legate all’immagine del proprio fisico, al modello che la tv e i social network propongono. Questi modelli creano loro un grande disagio, che spesso non viene percepito neppure dalla famiglia.

E’ importante per tutti coloro che vivono intorno a queste ragazze, che fanno parte della loro vita – la scuola, la famiglia, ma anche gli amici, osservarle: osservare se c’è una perdita di peso (come nel caso dell’anoressia), o un aumento di peso, o ancora un modo sbagliato di alimentarsi. Questi non sono solo disagi di tipo fisico, vi è sempre associato un malessere che è anche interiore. E’ importante dunque osservarle, aiutarle, e dare informazioni corrette per creare cultura e aiutarle a crescere nel modo migliore.

Nella mia pratica clinica ho incontrato molte ragazze che soffrono di anoressia: è difficile guidarle a capire che il prototipo che hanno in testa non è quello giusto, è difficile aiutarle a vedersi belle e sentirsi apprezzate così come sono.

Ma se c’è il calore della famiglia, se gli amici non le spingono verso questi modelli così ambiti, ma anzi hanno loro stessi consapevolezza di quello che è il modo corretto per rapportarsi all’alimentazione, allora queste ragazze possono contare su un supporto importante, che va a integrarsi a quello con il Medico, che spesso da queste giovani pazienti viene vissuto con distacco.”

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Disturbi alimentari: chi ne soffre e come comportarsi

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione compaiono tipicamente tra i 12 e i 25 anni; progressivamente, negli ultimi anni l’età di esordio si sta pericolosamente abbassando. Allo stesso tempo, si ammalano di questi disturbi anche persone in età più avanzata.

Quali sono i campanelli d’allarme?

Non sempre è facile distinguere tra l’attenzione all’alimentazione e alla propria forma fisica con l’esordio dei disturbi. Ecco alcuni segnali da tenere d’occhio, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute:

  • la drasticità e la repentinità del cambiamento di alimentazione e la ferrea costanza con cui viene seguita (ad esempio eliminare determinare cibi e gruppi alimentari, saltare i pasti, contare le calorie, mangiare cibi molto ricchi di fibre)
  • l’esercizio fisico ecccessivo
  • episodi ripetuti di abbuffate, in solitudine e di nascosto – spesso dopo periodi di restrizione alimentare
  • frequenti e ripetute visite al bagno subito dopo i pasti
  • depressione, rabbia, isolamento sociale, ansia
  • un aumento del tempo trascorso sui siti e social alla ricerca di cibo e modelli estetici di magrezza eccessiva, oppure ricerche ossessive verso il contenuto calorico dei cibi, o la frequentazione di persone sconosciute attraverso chat in cui si parla di prodotti e metodi per perdere peso

Disturbi alimentari: cosa succede al ciclo mestruale e con chi parlarne

Un segno critico legato ai Disturbi Alimentari è la risultante irregolarità del ciclo mestruale, che talvolta evolve fino alla sua scomparsa (amenorrea nutrizionale). Da ricordare che se i disturbi insorgono prima della comparsa delle mestruazioni (menarca), queste possono non presentarsi affatto.

E’ molto utile parlarne con i familiari, gli insegnanti, gli allenatori, tutte le figure di riferimento che ruotano intorno all’adolescente; il Medico di Base potrà aiutare ad accedere a centri specializzati in queste patologie, per una diagnosi corretta e un percorso terapeutico mirato e multidisciplinare: psicologico, nutrizionale e riabilitativo.

Per informazioni, consultare la mappa sul sito www.disturbialimentarionline.it.

I pericoli del web

Nelle Raccomandazioni ai familiari sui Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione, il Ministero della Salute sottolinea come un grande pericolo sia rappresentato da siti pro-Ana (anoressia) e pro-Mia (bulimia), che promuovono comportamenti patologici e danno consigli estremi su come dimagrire. Questi siti vengono ciclicamente chiusi e poi riaperti, così come i canali social corrispondenti. A questi negli ultimi anni si sono poi affiancate anche chat come Whatsapp, in cui gruppi “segreti” lanciano allarmanti appelli a dimagrire a oltranza, anche come forma di protesta verso il mondo degli adulti. Da non dimenticare anche tutto quell’universo fatto di app, blog e forum dove persone non specializzate offrono consigli non professionali. Un universo digitale che, anche senza offrire contenuti esplicitamente patologici, può essere utilizzato in modo improprio per captare informazioni fuorvianti. Poiché la funzione di questi strumenti è spesso anche di supporto e conferma, chi soffre di disturbi alimentari può sviluppare dipendenza verso i membri di chat e forum, come in una sorta di “setta”, da cui diventa difficile disintossicarsi.

Ecco perché è importante che i familiari monitorino l’uso del web dei giovanissimi e cerchino di interpretare eventuali segnali di disagio.

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