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Scabbia

Scabbia

                                                                           

 
Il tipo di malattia
 
Infestazione parassitaria
 
     
  • La scabbia è una malattia contagiosa  della cute umana causata dalla femmina dell'acaro Sarcoptes scabiei. La femmina  dell’acaro, dopo l'accoppiamento con il maschio (che muore subito dopo),  che avviene nelle pieghe cutanee, riesce a penetrare nello strato  corneo, scavando una galleria dove muore dopo avere depositato le uova.  Da queste nascono le larve, che diventano parassiti maturi nell'arco di  2 settimane e possono diffondersi.
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  • La scabbia è molto comune in tutto  il mondo, e colpisce persone di tutte le razze e di tutte le classi  sociali. Si diffonde rapidamente soprattutto negli ambienti molto  affollati come ospedali, scuole, caserme etc.
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  • La scabbia rappresenta il  corrispettivo umano della rogna degli animali domestici (cani, maiali).
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Il contagio
 
     
  • La scabbia si contrae per contatto  diretto con persone già infettate.
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  • Il contatto deve essere prolungato;  una rapida stretta di mano o un veloce abbraccio, in genere, non sono  contagiosi.
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  • La scabbia si trasmette facilmente  tra partner sessuali e anche agli altri membri della famiglia.
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  • Il contagio può avvenire anche  attraverso il contatto con biancheria, lenzuola, asciugamani od oggetti  contaminati. Lontano dal corpo umano, i parassiti della scabbia  sopravvivono per 48-72; quando vivono sul corpo di una persona, le  femmine adulte possono sopravvivere più a lungo, fino a un mese.
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  • Il contagio non può avvenire  attraverso il contatto con animali domestici. Anche nel caso che essi  siano infestati, i loro parassiti sono differenti. Stando a contatto  ravvicinato e prolungato, tali parassiti possono passare sulla cute  dell'uomo, provocando irritazione e prurito, ma muoiono in un paio di  giorni e non sono in grado di riprodursi. La cosa immediata da fare in  questo caso è portare l'animale dal veterinario, per una cura adeguata.
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Fattori di rischio
 
     
  • Rapporti sessuali non protetti, con  più di un partner o con un partner che ha rapporti sessuali multipli  possono aumentare il rischio di contagio.
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  • Le persone con deficit del sistema  immunitario e gli anziani sono a rischio di una forma più severa di  scabbia (scabbia norvegese), crostosa, diffusa su tutta la cute.
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I segni di allarme
 
 
 
I primi sintomi si manifestano dopo un'incubazione di 2-6 settimane dal contagio (se è la prima volta) oppure dopo pochi giorni (se è una recidiva), e sono caratterizzati da:
 
     
  • Prurito intenso, in genere di notte  o quando il soggetto è accaldato. Il prurito provoca lesioni da  grattamento.
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  • Le lesioni si localizzano, in  genere, nella regione ombelicale e genitale, sulle mammelle, nelle  pieghe anteriori delle ascelle, alle mani, negli spazi interdigitali,  sulla superficie anteriore dei polsi e dei gomiti. Non compaiono, in  genere, sul volto.
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  • Possono comparire anche infezioni  secondarie dovute a batteri, cosiddetti opportunisti (infezioni  opportuniste) perché approfittano di una situazione di debolezza per  moltiplicarsi.
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  • Caratteristica della scabbia è anche  la comparsa di vescicole di aspetto perlaceo e di caratteristiche  gallerie sottocutanee (cunicoli) scavate dalla femmina dell'acaro nello  strato corneo.
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La diagnosi
 
La diagnosi si basa su:
 
     
  • Un'accurata visita medica
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  • Esame diretto al microscopio del  materiale prelevato dalla lesione.
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  • Test di laboratorio.
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La prevenzione
 
     
  • Il modo più sicuro per evitare il  contagio di una MST, è l'astinenza dai rapporti sessuali per via  vaginale, orale o anale, o mantenersi per un lungo periodo di tempo  strettamente e reciprocamente monogamici, cioè avere rapporti con un  solo partner, chiaramente non infetto.
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  • Il profilattico, se usato  regolarmente e in modo corretto, può ridurre notevolmente il rischio di  trasmissione della scabbia, solo se la lesione e le vescicole sono in  un'area genitale coperta dal condom. Non offre alcuna protezione per le  lesioni e le vescicole localizzate in aree non coperte dal profilattico.
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  • In caso di dubbio dopo un rapporto  occasionale, o di insorgenza di uno dei sintomi elencati sopra, è utile  evitare contatti e rapporti sessuali e rivolgersi tempestivamente al  ginecologo o al proprio medico curante per una diagnosi certa.
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  • Dopo una diagnosi di scabbia, è  doveroso avvisare tutti i partner sessuali recenti e/o i familiari in  modo che possano rivolgersi al medico e seguire un'eventuale cura.  Questo comportamento oltre a essere sinonimo di maturità consente di  ridurre il rischio di diffusione della malattia e di reinfezione.
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  • È importante  evitare contatti o rapporti sessuali durante il trattamento per ridurre  il rischio di una reinfezione.
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Il trattamento
 
     
  • La terapia di scelta è a base di  farmaci antiparassitari, che devono essere indicati dal medico. Seguire  scrupolosamente le indicazioni
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  • Il trattamento non immunizza verso  una nuova infestazione se si viene nuovamente a contatto con un partner,  una persona o un oggetto infettato.
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  • Il prurito può continuare anche per  qualche settimana dopo il trattamento. Ciò non significa che si è ancora  infette. Spesso il medico prescrive un farmaco per calmare il prurito e  ridurre il rischio di lesione da grattamento.
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  • Tutta la biancheria utilizzata dalla  persona infetta fino a 2 giorni prima del trattamento va lavata in acqua  bollente.
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La prognosi
 
     
  • La guarigione è rapida e completa,  se la cura è tempestiva.
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Le complicazioni
 
     
  • Non vi sono complicazioni  particolari se non le lesioni da prurito che possono infettarsi.
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Prof. Emilio Arisi
Ha al suo attivo circa 500 pubblicazioni, dedicate soprattutto ai problemi della salute sessuale e riproduttiva...


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