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La pediculosi pubica (piattole)

La pediculosi pubica (piattole)
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Altre denominazioni
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Piattole, pidocchi del pube.
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Il tipo di infezione
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Infezione da insetti (artropodi), parassiti esterni
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Il parassita (Pthirus pubis) è un piccolo insetto senza ali, dalla forma schiacciata (da qui il nome piattola) visibile con una lente di ingrandimento. L'insetto è dotato di zampette uncinate che si ancorano a peli.
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I pidocchi del pube si nutrono perforando la cute con la bocca e succhiando sangue. Attaccano le loro uova (chiamate lendini) molto saldamente alla radice dei peli pubici o di altre zone del corpo e depositano un liquido che causa intenso prurito. Le lendini sono opalescenti, di forma allungata di circa 1 mm.
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Vivono quasi esclusivamente sul corpo umano perché non possono resistere a lungo lontano dall'ospite.
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La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300 uova, che maturano e si schiudono in 7 giorni, alla temperatura ottimale di 32° C.
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La pediculosi non fa distinzioni tra classi sociali o tra persone che hanno più o meno cura della propria igiene. I pidocchi del pube non sono veicoli di malattie gravi.
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Il contagio
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Il contagio può avvenire attraverso:
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Contatto sessuale
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Contatto fisico stretto
Scambio di biancheria intima, biancheria da bagno, uso di sanitari e strumenti igienici infetti etc.
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I segni di allarme
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Intenso prurito nella zona pubica, ai genitali esterni e al pube, o in altre zone pelose del corpo, dove il parassita può diffondere (per es. ascelle, barba, ciglia, sopracciglia).
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La diagnosi
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Può essere fatta facilmente con la ricerca ad occhio nudo o con una lente di ingrandimento degli insetti e delle uova annidati nei peli del pube.
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La prevenzione
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Nessun prodotto ha un effetto preventivo, per cui non si può escludere una successiva reinfestazione. Per prevenirla è importante evitare lo scambio di biancheria intima, da bagno o da letto ed un periodico controllo dei peli pubici e delle ascelle con una lente e con un pettine a denti stretti.
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Il trattamento
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Il trattamento di scelta, che deve essere seguito da tutti i partner coinvolti, è un antiparassitario per uso locale (polvere, shampoo, creme etc) che va consigliato dal medico. Va evitato il contatto con le mucose e con gli occhi. Dopo l’uso sono possibili reazioni cutanee locali.
Altre importanti precauzioni sono:
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Lavaggio di abiti e biancheria intima, da bagno e da letto in acqua bollente.
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Controllo attento e quotidiano (con lente di ingrandimento e con pettine a denti stretti) della zona pubica e delle ascelle per asportare gli insetti morti e sfilare le uova prima che si schiudano.
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L’aceto, grazie al pH acido, discioglie la sostanza adesiva che fissa le lendini ai peli e, quindi, ne facilita la sfilatura.
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Eventuale rasatura dei peli.
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La prognosi
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La risoluzione è piuttosto rapida se il trattamento è tempestivo e seguito scrupolosamente da tutti i partner.
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Le complicazioni che possono insorgere se la malattia non viene curata
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I pidocchi possono diffondere dall’area del pube ad altre zone pelose, come le ascelle o la barba, causando irritazione, lesioni e infezioni secondarie.
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Prof. Emilio Arisi
Ha al suo attivo circa 500 pubblicazioni, dedicate soprattutto ai problemi della salute sessuale e riproduttiva...
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