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Il tipo di infezione
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Infezione virale
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L'infezione è causata dal Citomegalovirus (CMV) che fa parte della famiglia dei virus erpetici (Herpes virus umano 5). Questi virus hanno la capacità peculiare di rimanere quiescenti per lunghi periodi (anche per tutta la vita) nell'organismo che li ospita.
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La sua denominazione deriva dal fatto che il virus provoca un notevole aumento delle dimensioni (dal greco mègalo) delle cellule che infetta (cellule giganti).
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Il CMV può diffondersi in tutti i fluidi dell'uomo e della donna e quindi può ritrovarsi nelle urine, della saliva, nelle lacrime, nel seme maschile, nelle secrezioni vaginali e nel latte materno. La diffusione del virus può essere intermittente, senza alcun segno o sintomo.
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L'infezione da CMV si acquisisce, in genere, nella prima infanzia e risulta ampiamente diffusa nella popolazione, soprattutto – ma non esclusivamente – nelle aree a basse condizioni socioeconomiche e nei paesi in via di sviluppo.
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Per molte persone sane che acquisiscono la malattia dopo la nascita, non ci sono grosse conseguenze a lungo termine. È stato calcolato che il 50-80% delle persone entro i 40 anni presenta anticorpi per il CMV, pur non avendo mai manifestato sintomi di alcun tipo. Il virus, infatti, rimane quiescente, all'interno delle cellule dell'ospite, senza creare danni rilevabili. Alcune persone possono, comunque manifestare, sintomi come febbre prolungata, lieve epatite, debolezza e altre manifestazioni. Nei soggetti sani, con difese immunitario efficienti, le recidive sono rare. Quindi, per la maggior parte delle persone, l'infezione da CMV non rappresenta un problema d salute importante.
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L'infezione rappresenta un problema serio, da trattare e tenere sotto controllo, nei soggetti che presentano immaturità o gravi deficit delle difese immunitarie, per malattia o assunzione di farmaci.
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Il contagio
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La trasmissione del CMV avviene da persona a persona. Il contagio implica un rapporto intimo e stretto con una persona infetta che presenti il virus nello sperma, nella saliva o in altri fluidi.
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Adolescenti e adulti possono trasmettersi il CMV soprattutto attraverso i baci e i rapporti sessuali, ma anche attraverso trasfusioni di sangue o maneggiando fluidi infetti.
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Particolarmente a rischio è l'infezione della donna in gravidanza che può facilmente contagiare il feto, attraverso la placenta.
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Il neonato può infettarsi durante il parto, dopo il contatto con i fluidi organici materni e durante l'allattamento.
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Il bambino piccolo può acquisire l'infezione toccando urina o saliva di altri bambini, o giochi contaminati.
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I soggetti trapiantati possono contagiarsi attraverso gli organi donati, le trasfusioni di sangue, od osservare una riattivazione del virus dovuta alla fase di immunosoppressione che segue il trapianto.
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Le persone immunodepresse sono più esposte al contagio.
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I fattori di rischio
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I maggiori fattori di rischio sono:
• Infezione durante la gravidanza. È pericolosa in quanto c'è un'alta probabilità di contagiare il feto, con gravi complicazioni per il neonato (CMV congenito).
• Infezione dei soggetti immunodepressi, per esempio:
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Soggetti sottoposti a trapianto
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Malati di AIDS
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Dializzati
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Malati affetti da tumori
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Pazienti in terapia con farmaci immunosoppressori
• Rapporti sessuali non protetti e multipartner, con individu infetti.
• Le persone che lavorano o sono a contatto quotidiano con i bambini piccoli sono più a rischio di contagio.
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I segni di allarme
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Individui sani
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Nei soggetti sani l'infezione è generalmente asintomatica e decorre in modo silente. Il virus rimane quiescente nelle cellule dell'ospite anche per tutta la vita, con eliminazione periodica del virus nei fluidi del corpo.
Individui immunocompromessi
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Nei soggetti con difese immunitarie compromesse, l'infezione da CMV può causare gravi manifestazioni, come polmonite, retinite (che può degenerare in cecità) e malattie gastrointestinali, accompagnati da gonfiore ghiandolare, diarrea, febbre, dolore, intorpidimento alle gambe, spossatezza generalizzata. Ma, il problema principale è rappresentato dalla riattivazione del virus quiescente che può essere letale per il soggetto.
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L'infezione contratta durante il parto, in genere, non porta a complicazioni o gravi conseguenze nel neonato e nel suo sviluppo futuro.
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La diagnosi
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Nella maggior parte dei soggetti sani, l'infezione da CMV non viene diagnosticata perché – come già detto – il virus vive in stato quiescente e tende a riattivarsi in modo intermittente senza, comunque, provocare sintomi. Tuttavia, le persone che vengono a contatto con il CMV sviluppano anticorpi contro il virus che persistono per tutta la vita e possono essere evidenziati attraverso test immunologici specifici da effettuarsi su un campione di sangue.
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La diagnosi può essere fatta anche per isolamento del virus da un campione di saliva, urine, tampone faringeo, etc per valutare se l'infezione è nello stato quiescente o attiva.
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La prevenzione
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Rapporti sessuali
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Il modo più sicuro per evitare il contagio è l'astinenza dai rapporti sessuali o la scelta di un solo partner, non infetto.
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Il profilattico, se usato regolarmente e in modo corretto, può ridurre notevolmente il rischio di trasmissione del CMV diffuso nello sperma. Non offre alcuna protezione per i virus eventualmente presenti nella saliva o in altri fluidi.
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In caso di dubbio è sempre raccomandabile rivolgersi al medico o al ginecologo.
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Dopo una diagnosi di infezione da CMV, è importante avvisare tutti i partner sessuali recenti in modo che possano anche rivolgersi al medico per un controllo.
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Curare l'igiene intima e personale. Lavarsi spesso e accuratamente le mani.
Gravidanza / Allattamento
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Le donne che durante la gravidanza manifestano una sintomatologia simile a quella della mononucleosi (febbre prolungata, linfoghiandole del collo ingrossate, spossatezza, epatite, etc) dovrebbero essere sottoposte ad esame di laboratorio per escludere una infezione da CMV e informate sui potenziali rischi per il feto.
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I test di laboratorio per la ricerca di anticorpi anti-CMV possono essere eseguiti anche durante la gravidanza per determinare se la futura mamma è già venuta in contatto con il CMV in passato.
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In caso di qualsiasi dubbio è sempre bene rivolgersi al proprio ginecologo.
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Per tutto il periodo della gravidanza e dell'allattamento è molto importante curare l'igiene personale, lavare con cura le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo avere toccato pannolini, secrezioni orali, urina etc.
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Il trattamento
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Attualmente non esiste alcun trattamento per l'infezione da CMV nei soggetti sani.
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I soggetti immunodepressi (persone sottoposte a trapianto, dializzati, individui affetti da AIDS, malati di tumore, etc) che presentano patologie gravi, spesso a rischio di vita, vengono trattati con terapie specifiche, a base di farmaci antivirali.
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La ricerca di un vaccino è ancora in fase di sviluppo.
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Le complicazioni
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Nei soggetti immunocompromessi, l'infezione da CMV rappresenta una delle principali cause di malattie gravi (retinite, polmonite, etc) e di mortalità.
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Nei bambini contagiati dal CMV durante la gravidanza o il parto, il virus può provocare gravi lesioni a:
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sistema nervoso centrale (ritardo mentale, microcefalia , disturbi del coordinamento motorio)
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occhi (grave retinite che se colpisce entrambi gli occhi può portare a cecità)
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orecchi (perdita dell'udito)
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fegato
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reni
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pancreas
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polmoni
Questi rischi sembrano essere associati esclusivamente a donne che sono state infettate per la prima volta durante la gravidanza. E anche in questo caso, i due terzi dei bambini non vengono contagiati, e soltanto il 10-15% del rimanente terzo presenterà sintomi alla nascita. Il rischio si abbatte notevolmente se l'infezione materna è avvenuta prima di 6 mesi dall'inizio del concepimento. Per queste donne, che rappresentano il 50-80% delle donne in età fertile, il rischio di infezione neonatale è soltanto dell'1%. Questi neonati non sembrano, inoltre, manifestare anomalie o evidenti disturbi.
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