Tricomoniasi

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Il tipo di infezione
 
Infezione delle vie genitali causata da un parassita (protozoo) microscopico, il Trichomonas vaginalis
 
     
  • La tricomoniasi è una delle più  comuni infezioni trasmesse per via sessuale. La vagina è la  localizzazione più frequente nella donna, l’urestra nell'uomo.
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  • Se l'infezione  viene trascurata, il tricomonas può risalire dalle vie genitali,  infettando anche le vie urinarie.
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Il contagio
 
     
  • Qualsiasi persona sessualmente  attiva può infettarsi con il tricomonas.
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  • L'infezione si trasmette attraverso i  rapporti sessuali per via vaginale.
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  • Raramente, il contagio può avvenire  anche tramite biancheria infettata od oggetti contaminati (il parassita  può vivere al di fuori del corpo fino a circa 45 minuti).
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  • Il neonato può essere contagiato  durante il parto.
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I fattori di rischio
 
     
  • Rapporti sessuali non protetti.
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  • Rapporti sessuali con più di un  partner.
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  • Rapporti sessuali con un partner che  ha rapporti sessuali multipli con partner diversi.
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  • Persone con disturbi o deficit del  sistema immunitario
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  • La tricomoniasi è spesso associata  ad altre malattie sessualmente trasmesse come gonorrea, sifilide,  infezioni da Clamidia e HIV.
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I segni di allarme
 
 
 
 
                               
 
Donna
 
In molte donne, l’infezione può essere asintomatica.
 
Sintomi più frequenti (entro 5-28 giorni dall’esposizione al parassita)
 
     
  • Prurito, irritazione e  infiammazione locali.
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  • Arrossamento e sensazione di  bruciore a livello della vulva e della vagina. Eventuale gonfiore alle  piccole e grandi labbra.
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  • Perdite anomale di colore  giallo-verdastro, schiumose, in genere maleodoranti, talvolta con  piccole macchie emorragiche.
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  • Dolore durante i rapporti sessuali  (dispaureunia).
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  • Dolore durante l'emissione di  urina.
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Uomo
 
Nell'uomo, la malattia è quasi sempre asintomatica
 
Talvolta, tuttavia, possono manifestarsi:
 
     
  • Piccole perdite biancastre dal  pene, di solito mattutine.
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  • Bruciore durante l’emissione di  urina o l'eiaculazione.
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  • Infiammazione e infezione della  prostata, delle vescichette seminali e/o dell’uretra.
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La diagnosi
 
La diagnosi si basa su:
 
     
  • Un'accurata visita ginecologica (alcune  donne possono manifestare la cosiddetta "cervice a fragola"  per la presenza di piccole macchie rossastre sulla cervice e sulla  parete della vagina).
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  • La dimostrazione microscopica  diretta della presenza di Trichomonas vaginalis nel tampone vaginale prelevato.
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  • L'analisi delle urine.
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La prevenzione
 
     
  • Il modo più sicuro per evitare il  contagio di una MST, incluso l'HIV, è l'astinenza dai rapporti sessuali  per via vaginale, orale o anale, o mantenersi per un lungo periodo di  tempo strettamente e reciprocamente monogamici, cioè avere rapporti con  un solo partner, chiaramente non infetto.
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  • Il profilattico, se usato  regolarmente e in modo corretto, può ridurre notevolmente il rischio di  trasmissione della gonorrea, ma non protegge al 100%.
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  • In caso di dubbio dopo un rapporto  occasionale, o di insorgenza di uno dei sintomi elencati sopra, è utile  evitare contatti e rapporti sessuali e rivolgersi tempestivamente al  ginecologo o al proprio medico curante per una diagnosi certa.
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  • Dopo una diagnosi di tricomoniasi, è  doveroso avvisare tutti i partner sessuali recenti in modo che possano  rivolgersi al proprio medico e seguire una cura. Questo comportamento  oltre a essere sinonimo di maturità consente di ridurre il rischio di  diffusione della malattia, di reinfezione o di sviluppo di  complicazioni.
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  • È importante evitare contatti o  rapporti sessuali durante il trattamento per ridurre il rischio di una  reinfezione.
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  • Valgono tutte le norme di igiene  comportamentale di base esposte nella parte generale relativa alle MST.
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Il trattamento
 
     
  • La terapia di scelta per la  tricomoniasi è un farmaco, il metronidazolo, molto attivo su parassiti  come il Trichomonas vaginalis e su alcuni tipi di batteri. L’assunzione  del farmaco per via orale può provocare nausea o lasciare un retrogusto metallico  in bocca, per questo è consigliabile assumere il farmaco dopo avere  mangiato.
     È molto importante, inoltre, non assumere alcolici durante il  trattamento, in quanto possono aumentare notevolmente la sensazione di  nausea e/o vomito.
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  • Il metronidazolo non è in genere  indicato in gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre.  Consultare il proprio ginecologo per il trattamento più adeguato.
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  • Tutti i partner sessuali devono  seguire la terapia contemporaneamente, per evitare eventuali  reinfezione.
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La prognosi
 
     
  • La guarigione è rapida, se il  trattamento è tempestivo e   se vengono curati contemporaneamente  tutti i partner sessuali.
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  • L'infezione può recidivare anche  dopo un trattamento andato a buon fine.
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Le complicazioni che possono insorgere se la malattia non viene curata
 
La tricomoniasi di per sé non è una malattia associata a serie complicazioni. Tuttavia, se viene trascurata e non trattata adeguatamente può determinare:
 
     
  • Un aumento da 3 a 5 volte del rischio  di trasmissione dell’HIV, il virus che causa l’A IDS.
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  • Un aumento del rischio di parto  prematuro.
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  • Un aumento del rischio di basso peso  alla nascita.
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