Sifilide

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Altre denominazioni
 
     
  • Lue; nella tradizione popolare si  ritrovano moltissimi nomi che definiscono l’infezione (morbo gallico,  mal napolitain, mal francese etc).
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  • Il termine  "sifilide" fu coniato dal medico di Verona Gerolamo  Fracastoro, nella prima metà del 1500 nella sua opera " Syphilis sive de morbo gallico",  ispirandosi al mitico pastorello Sìfilo che, dopo avere offeso Apollo,  venne condannato dal Dio a una terribile malattia che ne deturpa per  sempre la bellezza.
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Il tipo di infezione
 
Infezione batterica
 
     
  • La sifilide è causata da un  batterio, il Treponema pallidum.  I treponemi (dal greco " trépo",  avvolgere, e " nèma",  filamento) sono microrganismi molto mobili e flessibili, a forma di  spirale, di lunghezza variabile, con spiccata invasività per l’organismo  umano.
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  • Secondo la tradizione popolare,  questa malattia venerea, altamente contagiosa, venne introdotta in  Europa dai marinai di Cristoforo Colombo, al ritorno dal Nuovo Mondo, e  poi diffusa in Italia dai soldati dell'armata di Carlo VIII ("mal  francese").
     La sifilide presentò caratteristiche di grave epidemia ad alta letalità  fino alla prima metà del novecento, quando la scoperta della penicillina  trasformò l'infezione letale in una malattia curabile.
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  • Dopo un lungo  periodo di regressione, negli ultimi anni, i casi di sifilide sono in  aumento, anche se con quadri clinici meno gravi rispetto al passato.
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Il contagio
 
     
  • Qualsiasi persona sessualmente  attiva può infettarsi con il treponema.
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  • Si trasmette soprattutto per  contagio diretto sessuale (sifilide  acquisita) con secrezioni infette. I treponemi si  moltiplicano nel punto di ingresso (cute e mucose genitali) dopo essere  passati nell'organismo del soggetto sano attraverso le mucose integre  oppure attraverso una microlesione. Dal punto iniziale di  moltiplicazione, i germi possono poi diffondere ai linfonodi e invadere  il sangue.
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  • Il periodo di incubazione oscilla  tra i 10 giorni e i 3 mesi (mediamente 3 settimane).
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  • La trasmissione avviene  difficilmente attraverso indumenti, biancheria od oggetti contagiati.
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  • Una donna malata di sifilide può  contagiare il figlio durante la gravidanza (sifilide congenita ) e l’allattamento. L’infezione  si trasmette attraverso la placenta o attraverso le lesioni che si  verificano durante il passaggio del feto nel canale del parto.
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  • Più recente è  l’infezione della donna, rispetto al concepimento, più probabile sarà il  contagio del feto.
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I fattori di rischio
 
     
  • Rapporti sessuali non protetti.
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  • Rapporti sessuali con più di un  partner.
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  • Rapporti sessuali con un partner che  ha rapporti sessuali multipli con partner diversi.
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  • La circoncisione  favorisce il rischio di contagio e la diffusione dell'infezione.
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I segni di allarme
 
 
 
 
 
La sifilide può decorrere senza sintomi per anni e trasmettersi da un partner all’altro senza che entrambi ne siano consapevoli. Se non viene trattata, può evolvere in tre stadi distinti:
 
Sifilide primaria
 
     
  • Nel punto di ingresso del batterio  compare una papula che si trasforma nel tempo in una piccola ulcera, non  dolorosa, a fondo duro (in cui si trovano i treponemi), in genere  singola, localizzata normalmente sugli organi genitali, ma non sempre:  può comparire anche in bocca o nella zona anale.
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  • Si osserva, in genere, rigonfiamento  delle linfoghiandole inguinali, adiacenti all'ulcera (linfadenite).
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  • Questa lesione, detta sifiloma primario, può passare  inosservata e sparire spontaneamente dopo alcune settimane o alcuni  mesi. Se non viene riconosciuta e trattata può evolvere in modo silente  nel secondo stadio (sifilide secondaria).
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Sifilide secondaria
 
Il secondo stadio può manifestarsi diverse settimane (3-8, ma anche di più) dopo la scomparsa del sifiloma ed è caratterizzato dalla diffusione nel sangue dei treponemi.
 
     
  • Nell'arco di 1-3 mesi si manifestano  e guariscono   in molte parti del corpo, eruzioni cutanee rosate,  chiamate roseole oltre  a placche di colore bruno-violaceo. Le lesioni cutanee e delle mucose  possono contenere treponemi e, se sono ulcerate, diventano molto contagiose.  In genere non sono pruriginose.
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  • Possono essere frequenti cefalee,  nausee, dolori multipli, frequente spossatezza, modesta febbre,  linfadenite diffusa, splenomegalia.
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  • Le unghie sono fragili, si assiste a  perdita di capelli e a riduzione del peso corporeo.
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  • Anche questa fase - che può essere  talora confusa con una comune infezione locale - può risolversi  spontaneamente senza trattamento. Se non viene trattata, tuttavia,  progredisce in modo latente, subdolo, e irreparabile verso il terzo  stadio (sifilide terziaria).
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Sifilide terziaria
 
     
  • Una volta  passate le fasi primaria e secondaria, se la malattia non viene  trattata, essa evolve per molto tempo, anche oltre 10 anni, in modo  silente (sifilide latente), causando gravi complicanze (vedi complicanze  più avanti). La fase terziaria e caratterizzata la zone di indurimento  (gomme luetiche), costituite da tessuto necrotico e cicatriziale, che  possono formarsi in vari organi vitali.
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La diagnosi
 
La diagnosi di sifilide si basa principalmente su:
 
     
  • Accurata visita medica.
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  • Osservazione diretta al microscopio  del materiale prelevato dalle lesioni.
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  • Esame del sangue  e test di laboratorio specifici, volti soprattutto a rilevare l’e  ventuale presenza di anticorpi contro il treponema (TPHA). Questi esami  vengono eseguiti di routine anche nella batteria di test  preconfezionali. In caso di positività, l'esame va confermato da altri  test di laboratorio (FTA-ABS). Se anche questi esami sono positivi, è,  raccomandabile un'adeguata terapia antibiotica per trattare la sifilide  prima del concepimento, per non mettere a rischio il feto, oltre che se  stesse.
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La prevenzione
 
     
  • Il modo più sicuro per evitare il  contagio di una MST, è l'astinenza dai rapporti sessuali per via  vaginale, orale o anale, o mantenersi per un lungo periodo di tempo strettamente  e reciprocamente monogamici, cioè avere rapporti con un solo partner,  chiaramente non infetto.
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  • Il profilattico, se usato  regolarmente e in modo corretto, può ridurre notevolmente il rischio di  trasmissione della sifilide, solo se l'ulcera è in un'area genitale  genitale coperta dal condom. Non offre alcuna protezione per le ulcere  localizzate in aree non coperte dal profilattico.
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  • In caso di dubbio dopo un rapporto  occasionale, o di insorgenza di uno dei segni/sintomi elencati sopra, è  utile evitare contatti e rapporti sessuali e rivolgersi tempestivamente  al ginecologo o al proprio medico curante per una diagnosi certa. La  trasmissione di una MST, inclusa la sifilide non può essere prevenuta  lavando i genitali, urinando o facendo una doccia dopo un rapporto a  rischio.
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  • Dopo una diagnosi di sifilide, è  doveroso avvisare tutti i partner sessuali recenti in modo che possano  anch'essi rivolgersi al medico e seguire una cura, se necessario. Questo  comportamento oltre a essere sinonimo di maturità consente di ridurre il  rischio di diffusione della malattia o di sviluppo di gravi  complicazioni.
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  • Prima di  concepire un bambino, una donna affetta da sifilide, deve curarsi  adeguatamente, insieme al partner.
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Il trattamento
 
     
  • La sifilide è semplice da curare nei  primi stadi dell'infezione.
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  • La terapia di scelta si basa  sull’uso della penicillina e dei suoi derivati, eventualmente associati  ad altri farmaci. In caso di intolleranza o allergia alla penicillina,  possono essere utilizzati altri antibiotici.
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  • Gli antibiotici utilizzati uccidono  ed eliminano il batterio della sifilide e prevengono danni futuri, ma  non riparano i danni già presenti, che sono irreversibili. Dopo la  guarigione, sono consigliati, in genere, alcuni controlli periodici.
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  • È importante evitare contatti o  rapporti sessuali durante il trattamento, per ridurre il rischio di una  reinfezione.
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  • Non esistono farmaci da  automedicazione o rimedi domestici per la cura della sifilide.
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  • Un trattamento di  successo, non protegge una persona da un'eventuale reinfezione di  sifilide, se viene a contatto con un partner infetto. In questo caso è  utile parlare con un medico che valuterà la necessità di sottoporsi a  nuovi test di laboratorio per la conferma o meno dell'infezione.
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La prognosi
 
La guarigione è in genere rapida, se la malattia è riconosciuta nei primi stadi. La cura deve essere tempestiva e seguita scrupolosamente da tutti i partner infetti.
 
Le complicazioni che possono insorgere se la malattia non viene curata
 
Anche le complicazioni, come i sintomi possono decorrere in modo subdolo e silente.
                       
 
Donna / Uomo
 
     
  • La fase terziaria (che può insorgere se la malattia  non viene riconosciuta e curata in tempo) espone, inevitabilmente, la  persona colpita a complicanze, gravi e irreversibili, a carico degli  organi vitali interni come cuore, cervello, nervi, vasi, ossa e  cartilagini. I segni e i sintomi includono difficoltà di coordinamento  dei movimenti, paralisi, torpore, graduale cecità, demenza etc.
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Decorso della sifilide non trattata
 
     
  • Le ulcere genitali causate dalla  sifilide possono sanguinare facilmente e favorire la trasmissione e il  contagio di infezione da HIV (virus dell'AIDS). È stato calcolato che  il rischio aumenta di 2-5 volte, quando è presente la sifilide.
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Feto / Neonato
 
     
  • Il feto contagiato può morire  prima del parto (aborto) oppure può nascere a termine, con eruzione  bollose sulla cute e tipici arrossamenti intorno alla bocca e al naso.  Se non viene trattato immediatamente, il neonato può andare incontro a  gravi anomalie dello sviluppo.
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