Aborto, una scelta difficile

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L’aborto o interruzione volontaria di gravidanza, abbreviato con la sigla IVG, consiste in un intervento diasportazione dall’utero di un embrione o di un feto.In genere viene impiegata una tecnica di aspirazione che può essere praticato solo in ospedale. L’aborto clandestino, cioè fatto di nascosto, è pericoloso ed è contro la legge.
 
La domanda di interruzione volontaria di gravidanza
  • La richiesta di interruzione volontaria di gravidanza va fatta personalmente dalla donna che deve spiegare le ragioni della sua scelta. Nel caso di una minorenneè richiesto l’assenso dei genitori o di chi esercita la tutela o la potestà. Tuttavia, in casi di particolare urgenza o necessità, se entrambi i genitori non sono consenzienti oppure se esistono dei gravi motivi che ne impediscono la consultazione,è prevista l’autorizzazione del giudice tutelare, sulla base di una relazione fatta dal ginecologo del Consultorio Familiare a cui la minore ha fatto richiesta di IVG. La certificazione del medico è sempre necessaria.
  • Per i medici è prevista la possibilità dell’ obiezione di coscienza.
  • Dopo aver fatto domanda di interruzione volontaria di gravidanza, la legge prevede un periodo di riflessione obbligatorio di almeno una settimana, durante il quale la donna ha la possibilità di esaminare la sua scelta, da sola o con il supporto di familiari o di operatori socio-sanitari del consultorio a cui si è rivolta. Per confermare la sua decisione, la donna deve tornare dal medico che redige un certificato, firmato da entrambi, destinato alla struttura ospedaliera dove verrà praticato l’intervento.
L’ interruzione volontaria di gravidanza è sempre una scelta difficile e dolorosa per una donna, in particolare se adolescente, che va valutata attentamente e con la giusta consapevolezza.
 
I tempi dell’ interruzione volontaria di gravidanza
  • Un aborto deve avvenire per legge entro i primi 90 giorni di gravidanza, accertata da un ginecologo.Entro questo termine, l’intervento comporta rischi molto ridotti.
  • Dopo tale termine, l’interruzione volontaria di gravidanza può essere eseguita per altri 180 giorni, solo se sono presenti condizioni fisiche o psichiche gravi, accertati dal medico e da specialisti (aborto terapeutico). Anche l’intervento di asportazione può essere più complesso.