Dalla coppia alla famiglia

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"Un passaggio che viene spostato sempre più avanti” scrive Willy Pasini in uno dei suoi libri (La vita a due. La coppia a venti, trenta e quarant'anni, Mondadori 2004).
 
Effettivamente, l'età del matrimonio si è andata spostando sempre di più, come l'età del primo figlio, che sempre più spesso arriva dopo il diploma o la laurea, la ricerca di un lavoro e di un compagno con cui costruire una famiglia.
 
Un figlio si fa intorno ai trent'anni, più spesso a trentacinque, talvolta a quarant'anni” afferma l'autore.
 
Questo “ritardo” nella progettazione e nella costruzione di una vita a due autonoma e indipendente porta inevitabilmente a un rinvio, a una dilazione delle dinamiche che normalmente mutano e trasformano una coppia.
 
La nuova cinquantenne, moglie e madre, soffre più spesso di ansia da “nido” troppo pieno che non di depressione da nido vuoto come succedeva anni fa, quando i figli se ne andavano di casa prima e i genitori mancavano in età più precoce.
 
Ma allora, qual è il segreto per superare questi anni particolarmente difficili?
Sappiamo bene che non esiste una formula magica o un insieme di regole d'oro da seguire con risultati certi, ma una coppia che dura è il risultato di un impegno costante, quotidiano, a volte particolarmente duro, a volte immensamente piacevole. È una scelta che deve prescindere dai condizionamenti esterni, da rinnovare ogni giorno, come la cura di una pianta rigogliosa, che ha bisogno di attenzioni costanti e di regolari annaffiature, per crescere sana e robusta. Dopo la nascita di un figlio, la coppia deve essere capace di evolvere, di riorganizzarsi, di reinventarsi come coppia, anche all'interno della stessa famiglia, evitando di cristallizzare in sterili modelli stereotipati o di incentrarsi unicamente sui figli.
 
Non sempre un figlio rafforza la coppia
Non è sempre vero che la nascita di un bambino rafforzi il legame di una coppia. Talvolta, la presenza di un figlio, per quanto desiderato, può scatenare dei conflitti all'interno della relazione a due. I figli possono rappresentare per i partner un legame (i partner dovrebbero insieme prendersene cura) ma, contemporaneamente, un motivo di divisione (meno tempo per occuparsi della propria relazione e della sessualità, difficoltà di conciliare gli impegni familiari con quelli professionali etc). In genere non è salutare per il rapporto di coppia, che i due partner stiano sempre ed esclusivamente con i bambini; è fondamentale che riescano a ricavarsi un proprio spazio da continuare a coltivare, dedicandosi tempo, momenti di attenzione e di intimità reciproca, con il coraggio di mettersi sempre in discussione, comunicandosi i reciproci desideri, così come le ansie e le paure che fanno parte della vita.