La chimica dell´innamoramento

 

Che cosa succede nel nostro corpo quando ci innamoriamo? 
Si attiva un’autentica tempesta di ormoni, neurotrasmettitori e di sostanze chimiche, mettendoci in grado di percepire intense sensazioni fisiche.
 
I ferormoni 
Sono sostanze chimiche prodotte da entrambi i sessi che scatenano l'attrazione fisica. Sono emesse dalla pelle, dai capelli, dalla saliva, dalle ghiandole ascellari, dall'urina e dal flusso mestruale. Le donne producono una maggior quantità di ferormoni durante l'ovulazione, ciò le rende in teoria più attraenti per l'uomo in questo periodo. Secondo alcuni studi i ferormoni verrebbero percepiti da un particolare “organo recettore” situato nel vomere nasale (OVN = organo vomero-nasale), ma i risultati non sono conclusivi. Negli animali i ferormoni possono richiamare i maschi verso le femmine, segnalare situazioni di pericolo, segnare il territorio, etc.
 
Feniletilamina (PEA), dopamina, noradrenalina 
È una sostanza chimica stimolante, la vera responsabile dello stato euforico e della trepidazione caratteristici degli innamorati, stimola la libido ed è alla base dell'atteggiamento positivo che la maggior parte di noi sperimenta all'inizio di un rapporto amoroso. Ad alti livelli può dare gli stessi effetti delle anfetamine (agiscono sugli stessi recettori). Dopo il culmine dei primi mesi il suo effetto comincia gradualmente a scemare. La coppia è pronta per passare alla fase successiva dell'amore, il legame affettivo.
La feniletilamina, attraverso un meccanismo non del tutto noto, stimola il rilascio di dopamina, un altro neuromediatore chimico che, a sua volta, favorisce, la sintesi del testosterone, l'ormone del desiderio sessuale. In tutto il regno animale c'è una relazione tra elevati livelli di dopamina ed eccitazione sessuale. L'attività della dopamina è strettamente legata a una rete di neuroni che genera sensazioni piacevoli di benessere in seguito a comportamenti che soddisfano alcuni stimoli primari come la fame, la sete, il desiderio sessuale.
Secondo la teoria dell'apprendimento, l'esperienza positiva vissuta si imprime nel sistema nervoso come un ricordo piacevole da riprovare. Nel caso degli innamorati è proprio l'associazione tra “incontro” e “piacere” che spinge i due interessati a ripetere l'esperienza.
Allo stato di benessere determinato dalla dopamina si aggiunge una trepidazione e un'agitazione generale determinata dalla noradrenalina, molecola diffusa nel sistema nervoso, soprattutto nell'ipotalamo e nel sistema limbico. Questa molecola provoca eccitazione, euforia ed entusiasmo. Fa passare l'appetito perché mangiare sottrarrebbe tempo prezioso da dedicare alla persona amata. Infine, favorisce la contrazione dei vasi venosi degli organi sessuali e trattiene il sangue mantenendo a lungo l'erezione.
La noradrenalina regola anche la produzione di adrenalina che provoca un aumento del battito cardiaco, della respirazione e della pressione sanguigna, da cui ha origine il rossore del volto.
 
Ossitocina 
È un ormone prodotto nell'ipofisi posteriore secreto durante l'orgasmo, la stimolazione dei genitali e durante l'allattamento per la stimolazione dei capezzoli. Viene chiamato ormone dell'amore perché si ritiene che generi sensazioni affettive, protettive e di benessere che si manifestano anche nell'ambito della coppia innamorata, di cui rafforza soprattutto la componente emotiva dell'innamoramento.
Questo ormone partecipa, a vari livelli, alla risposta sessuale, favorendo l'orgasmo, attraverso l'attivazione del sistema limbico.
Nell'uomo, l'ossitocina è anche responsabile del periodo refrattario che segue l'eiaculazione. In questo caso, però, gli alti livelli raggiunti determinano un effetto opposto: inibire l'eccitazione.
 
Testosterone 
È l'ormone principe del desiderio sessuale. Stimola la libido. Viene rilasciato dai testicoli, sotto stimolo dell'ipofisi. I suoi livelli variano molto da individuo a individuo.
 
Endorfine 
Queste sostanze, simili per struttura alla morfina, hanno un'azione rilassante, calmante, analgesica ed entrano in gioco più avanti, quando l'innamoramento gradualmente si trasforma, se ci sono i presupposti, in una relazione meno passionale e più affettiva. Secondo molti esperti questa fase di passaggio è molto variabile e può durare dai 18 mesi fino a un massimo di 4 anni.