Intimità e coppia

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L'intimità c'è, ma regge a fatica: 2/3 rapporti la settimana è la media nel primo anno di matrimonio o convivenza, mentre dopo tre anni la frequenza si abbassa a un rapporto al mese. Lo affermano il 42% degli uomini e il 39% delle donne, in una recente ricerca sull'erotismo adulto condotta dall'ASPER di Roma (Associazione per lo studio, l'analisi psichica e la ricerca in sessuologia).
 
E c'è di più
La coppia sembra stanca, poco fantasiosa, monotona e noiosa, soprattutto a causa di: abitudinarietà e routine, delusione delle aspettative riposte nel partner, debolezza sessuale del partner, difficoltà a raggiungere l'orgasmo (14,3% uomini e 6,2% donne), pretese non gradite del partner (9,2% uomini e 1,3% donne), attrazione per altri partner (9,1% uomini e 5,7% donne), presenza dei figli e per altre cause.
 
La cura?
I sessuologi raccomandano di riscoprire un'intimità senza coito e penetrazione, un sesso per così dire amichevole che riavvicini la coppia e che rilanci un gioco a due forse perduto o solo dimenticato.
 
Con qualcosa in più
Perché attraverso il sesso amichevole si impara a conoscere meglio la mappa del proprio corpo, le emozioni e le sensazioni di piacere da esso derivanti. Si stabilisce un nuovo progetto a due dove l'intimità può essere reinventata ogni volta, senza un clichè o un tempo prefissato, un luogo stabilito o un finale predeterminato, cioè il coito. Il che non esclude che si possa arrivare all'occorrenza anche al coito: ma solo perchè si desidera trasgredire la regola precedentemente stabilita fra i partner, e imprimere così all'intimità quel pizzico di trasgressione e di eccitazione che dà fuoco all'erotismo. Già, ma come?
 
Entriamo nel dettaglio...
Prima di tuffarsi quindi a letto spogliamoci vicendevolmente, accarezziamoci da vestiti o facciamo la doccia insieme, perché la sessualità è relazione, comunicazione, trasmissione di sensazioni ed emozioni. In questo impatto i cinque sensi vanno abilmente sfruttati: quindi toccarsi, spogliarsi, essere noi a scoprire poco per volta il corpo dell'altro, attiva la capacità di sentire le diverse sensazioni che ci procura, vestito e nudo, il corpo dell'altro.
 
E ancora
Sfiorare leggermente e poi più in profondità e anche prendere con forza l'altro. Per poi ritornare a baciare, leccare, succhiare, sfiorare con i capelli, con il volto, le braccia, la schiena. Riscoprendo anche quelle aree corporee trascurate o escluse solo per disattenzione o disabitudine: i gomiti, i piedi, le ascelle, i palmi delle mani, etc. Infine guardarsi, parlarsi, dare e ricevere attenzioni, scambiarsi parole dolci, fremiti.  Sbrigliare la fantasia, scambiandosi i propri desideri senza aver paura di peccare e ferirsi: tutto questo fa del sesso dolce una buona palestra dei cinque sensi e un'opportunità per conoscere a fondo il proprio corpo.
 
E con un pizzico di malizia...
Con un pizzico di malizia evitiamo le zone genitali perché l'attesa crea aspettative, eccitazione, emozione, desiderio e passione. Ovviamente, fermo restando che anche l'esclusione dell'area genitale sarà una variante, un modo alternativo di stare bene insieme, un’ulteriore innovazione nel riscoprirsi e non una regola fissa.
Se poi variassimo i luoghi dell'intimità, il letto o il divano troverebbero altri concorrenti trasgressivi per riappropriarci del gusto dell'isolamento, dello sfuggire dai luoghi abitudinari, dell'eccitarsi per la scelta di momenti da soli con l’altro. Baciarsi e toccarsi in anticamera, scambiarsi un gesto affettuoso in cucina, far prigioniero per gioco il partner contro un muro o una libreria per sfiorarlo, per accendere il rito del ritrovarsi. Tutti questi modi, e altri da inventare, concorrono a sfruttare i cinque sensi e a diventare propedeutici al prosieguo dell'intimità: nel luogo e nelle varianti che si inventeranno ogni volta. Importante è sfruttare la fantasia, giocare sull'imprevisto, sull'incontro inaspettato: un aperitivo in un bar del centro, una telefonata romantica, sorprendere il partner aspettandolo all'uscita dall'ufficio...
 
E perché no?
Cucinare insieme. Senza dovere programmare e progettare fino dove dovremo arrivare e fino dove no...