Più di un´adolescente su due ha problemi di irregolarità mestruali, almeno per i primi due anni dopo il menarca, con una progressiva regolarizzazione a partire dal 3°-4° anno. Inoltre, nei primi due anni, più della metà dei cicli sono anovulatori.
Come vivono le adolescenti questi problemi? E quali sono le cause più frequenti? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Rossella Nappi, responsabile del Centro di Endocrinologia ginecologica e Medicina riproduttiva del Policlinico San Matteo dell´Università di Pavia.
Il picco fisiologico delle irregolarità mestruali si riscontra tra 12 e 14 anni, quando compare il menarca e prosegue per almeno quattro anni successivi, finchè tende a risolversi spontaneamente. In altri casi può venir diagnosticata qualche patologia che richiede cure specifiche:la più frequente è la sindrome dell´ovaio policistico, presente nel 7/10% delle adolescenti. Le giovani, all´inizio, sottovalutano queste irregolarità: la mestruazione è vissuta come una seccatura e il fatto che sia irregolare e "salti" di qualche mese non suscita preoccupazione. Anzi, capita molte volte che lo stile di vita delle giovani, stressate tra scuola, sport, divertimenti, a cui si aggiunge un´alimentazione frettolosa e minimalista, accentui queste irregolarità, fino all´amenorrea.
Quando la giovane incomincia a preoccuparsi del problema?
Solitamente quando compaiono fenomeni quali acne o dolori mestruali (dismenorrea), associati a oligomenorrea (cicli che si allungano anche di 15/20 giorni) o amenorrea (scomparsa del ciclo), che continuano per diversi anni e interessano più della metà delle ragazze di età compresa tra 12 e 18 anni. Per questi problemi la giovane decide di rivolgersi al ginecologo. Nella maggior parte dei casi viene diagnosticata una sindrome dell´ovaio policistico, che è il disordine endocrino più diffuso, ma anche alterazioni mestruali da stress per un cattivo funzionamento dell´ipotalamo.
Quali rimedi vengono consigliati in questi casi?
Solitamente si ricorre all´uso di pillole che contengono etinilestradiolo e progestinici, come il drospirenone, il clormadinone acetato, il ciproterone acetato e il dienogest, che riducono l´iperstimolazione ovarica e migliorano nettamente l´acne, per il loro effetto antiandrogenico. In questi casi, più che per l´effetto contraccettivo, le pillole diventano una cura vera e propria per ripristinare lo stato di salute e il benessere psicofisico. Da precisare che le pillole di ultima generazione a basso dosaggio e con la pausa di assunzione ridotta da 7 a 4 giorni, oltre a migliorare l´acne e curare l´ovaio policistico, esercitano un´azione contro la ritenzione idrica e non fanno ingrassare, una paura che induce molte ragazze a non assumere lapillola.
a cura di Paola Trombetta