Tatuaggi e piercing, ecco i consigli della dermatologa

Roma, 16 febbraio 2016 – In Italia oltre un ragazzo su cinque, d’età compresa tra i 12 e i 18 anni, ha un piercing. E molti invece hanno deciso di decorare la propria pelle con un tatuaggio. E’ quanto ha recentemente svelato una ricerca dell’Eurispes condotta su 3.800 ragazzi. “In caso di mancato rispetto di cautele e norme igieniche - afferma la dott.ssa May Chebl El Hachem responsabile di Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - i rischi maggiori per i giovani che sono infezioni locali, allergie, dermatiti irritative e molto raramente anche infezioni sistemiche come epatiti e HIV. I ragazzi devono stare attenti alla serietà dell’operatore del centro che prima di tutto deve informare i ragazzi dei rischi ai quali potrebbero andare incontro, oltre che fargli firmare un consenso informato. Bisogna poi accertarsi che il centro sia accogliente e pulito, che l’operatore si lavi le mani e indossi guanti sterili (cioè aperti al momento) e che prenda strumenti nuovi all’interno di confezioni sigillate. Se avviene tutto questo i ragazzi possono stare tranquilli”. “Per quanto riguarda le infezioni batteriche con il tatuaggio il rischio è inferiore - fa sapere la dermatologa del Bambino Gesù di Roma -. La seconda possibilità si verifica quando l’operatore utilizza strumenti non sterilizzati, già applicati su un paziente con un’infezione come epatite o HIV che viene trasmessa con lo strumento all’altra persona”.