Come si cura la depressione post-partum?

fiogf49gjkf0d

 

A cura della Professoressa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica “San Raffaele Resnati”, Milano
 
 
Il trattamento è in genere personalizzato sul bisogno della giovane donna, sulla sua situazione affettiva e di realtà psicosociale, oltre che naturalmente sulla gravità dei sintomi.
 
La figura di riferimento è lo psichiatra, che potrà lavorare in team con il ginecologo e, in caso di necessità potrà prescrivere alcuni farmaci antidepressivi.
 
I ginecologi possono fare moltissimo nell’area della prevenzione della depressione post parto.
 
Nella mia esperienza di ginecologa che da 30 anni vive questo lavoro con molta passione, l’attenzione ad avere un esame del sangue (emocromo) perfetto in gravidanza riduce drasticamente la fragilità verso la depressione post-partum.
 
Perché la depressione è un’assenza di energia vitale e quando una donna ha un’ emoglobina drasticamente ridotta, perché è molto anemica, di sicuro si sentirà spossata e priva di forze: e questo potrebbe creare una maggiore fragilità neurobiologica verso il manifestarsi di episodi depressivi.
 
Vanno poi trattati specificamente i disturbi dell’umore in puerperio nella loro multifattorialità. Vanno curate quindi non solo le condizioni che peggiorano astenia e debolezza (anemia sideropenica, carenza di magnesio, dieta inadeguata), ma bisogna anche “dar parole al dolore”, dando cioè alla giovane donna l’opportunità di parlare di sé, dei propri sentimenti di inadeguatezza, delle proprie paure, della propria solitudine, delle proprie speranze. Offrendo quindi psicoterapia e sostegno familiare e sociale.