La prima volta: sarò all´altezza?

fiogf49gjkf0d

La prima volta viene vissuta con grande trepidazione da ogni adolescente, perché rappresenta una svolta fondamentale nella vita, il distacco definitivo dall’infanzia.

 

Gli adolescenti spesso sognano ad occhi aperti il primo incontro sessuale e fantasticano emozioni travolgenti e scenari romantici.

 

Anche se poi, la realtà non sempre corrisponde all’immaginazione e lascia un senso di scontentezza e di non appagamento, è comunque un’esperienza dirompente che modifica dentro e apre una nuova fase della vita.

 
Quindi, non bisogna abbattersi se la prima volta non è troppo soddisfacente, perché rappresenta solo l’inizio di un percorso di ricerca sessuale, di perfezionamento e di nuove esperienze che durerà tutta la vita.
 
Quando sarà il momento giusto?
Non c’è un’età giusta, dipende dalla singola persona. La situazione ideale si verifica quando entrambi gli  adolescenti, lui e lei, affrontano questo momento con spontaneità e coinvolgimento affettivo. L’età giusta per fare la prima esperienza è quella che ciascuno sceglie in base alla propria maturità e alla propria storia personale. 
 
Saper dire di no
È importante imparare ad ascoltare il proprio cuore e le propri emozioni, senza mai accettare di fare cose che non ti piacciono. In questo terreno non ci sono modelli prestabiliti, ma se ti senti incapace di andare oltre perché hai paura, perché il comportamento o i gesti del ragazzo ti urtano o ti turbano troppo, è meglio fermarsi piuttosto che sforzarti a continuare. Meglio un ricordo, che con il tempo ti sembrerà perfino un po’ ridicolo, di una prova andata a male, che un debutto sgradevole che resterà nella tua memoria a lungo. 
 
Le ansie degli adolescenti
La prima volta è sempre un’incognita, che suscita inevitabilmente insicurezza e turbamento, ma anche i condizionamenti sociali possono influire negativamente. Il primo rapporto sessuale può scatenare ansie notevoli tra gli adolescenti, sia maschi che femmine.
 
Per le ragazze resistono ancora falsi timori legati a pregiudizi e a modelli religiosi o culturali, come il tabù della verginità e il dolore provocato dalla sua perdita, ma anche il timore di non essere pronta o l’insicurezza di non piacere.
 
D’altra parte, i ragazzi sin dalle prime esperienze sono oppressi dalla falsa opinione, ancora diffusa, che la virilità sia legata alle doti e alle prestazioni fisiche.
 
È opportuno che nel momento in cui siete presi dall’ansia, ognuno rassicuri l’altro, e che lui non si lasci trasportare da un impulso usando una piccola violenza, un’involontaria e dolorosa sopraffazione, come talvolta succede.