Raffaella Michieli è Segretario Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (Simg) e Responsabile dell’area Salute Donna


Dottoressa Michieli, un medico di famiglia è chiamato ad occuparsi anche della sessualità dei propri pazienti?


Sì, perché la salute sessuale è un aspetto importantissimo del benessere psico-fisico di un individuo. Per un medico di medicina generale non è possibile non occuparsi di questi aspetti. Anzi, le persone desiderano che venga chiesto loro come vivono la sessualità. Si tratta di un dato ormai accertato da numerose ricerche scientifiche.


Secondo una recente ricerca della Sigo un’adolescente su due ha paura di incorrere in una gravidanza indesiderata dopo ogni rapporto sessuale. Cosa ne pensa di questa situazione?


Se una teenager deve affrontare un’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) significa che c’è stato un fallimento nella prevenzione, da attribuire a tutti: famiglia, scuola, istituzioni, società e ovviamente anche a noi medici (di famiglia, pediatri, ginecologi). Dobbiamo riuscire a far ragionare i nostri pazienti affinché capiscano l’importanza di pianificare la propria sessualità e le proprie scelte procreative nel corso della vita.


Qual è secondo lei la migliore forma di prevenzione dell’IGV?


Senza dubbio la contraccezione. Il sistema più sicuro per evitare gravidanze indesiderate è la pillola che oggi è ancora più affidabile ed efficace grazie alle nuove molecole e modalità di assunzione.
Inoltre la contraccezione orale offre numerosi benefici extracontraccettivi per la salute della donna. Proprio per questo è considerata il miglior sistema anticoncezionale le adolescenti.


I giovani italiani conoscono i metodi contraccettivi?


No, su questi argomenti i teenager possiedono una scarsa cultura: il 37% di loro affronta la prima volta senza alcuna precauzione, un terzo (31%) ignora i metodi contraccettivi e il 20% sceglie il coito interrotto. Compito di un medico è informarli sui rischi che derivano da comportamenti sessuali irresponsabili. Il primo passo è instaurare un dialogo su questi temi.


Come convincere le adolescenti a confrontarsi con il proprio medico?


Per una teenager non è sempre facile affrontare certi temi. A volte pudore, imbarazzo e paura possono prendere il soppravvento. Un medico deve saper porre le domande giuste e dare risposte in modo molto garbato, alla sola presenza della ragazza e rassicurarla sulla sua privacy. Le adolescenti, infatti, spesso non si rivolgono al medico di famiglia perché si sentono in imbarazzo nell’affrontare certe tematiche o temono che noi possiamo riferire il colloquio ai genitori.