Lo sapevi che. . .

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Nell'antichità i preservativi erano ricavati da membrane animali
Venivano usati pelle, vescica, intestino cieco di maiale, vitello, agnello o montone. Si racconta che già gli antichi Egizi ne facessero uso.
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Anche gli antichi orientali (~ 1000 a.c.)  avevano i loro preservativi
I cinesi avvolgevano il pene con carta di seta sagomata e lubrificata, mentre i giapponesi adoperavano cuoio e gusci di testuggine, trattati con soluzioni alcaline per renderli più flessibili e indossabili.
 
I Romani preferivano...
... Tamponi bagnati con pozioni di erbe e vesciche essiccate di capra che usavano per proteggersi dalle malattie, soprattutto durante le lunghe campagne lontano da Roma.
 
Il fodero di lino del Rinascimento
Il suo uso è raccontato in alcuni scritti dell'anatomista Gabriel Falloppio, lo scienziato che ha dato il nome alle tube femminili (Tube di Falloppio). Si trattava di un fodero di lino a trama sottilissima, imbibito di una soluzione antisettica, e utilizzato come protezione nei confronti della sifilide. Nel XVIII secolo tali dispositivi presero il nome di "preservativi" e furono utilizzati a scopo contraccettivo.
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Mai sentito parlare della "capote d'anglais"?
Letteralmente "impermeabile inglese". Si tratta di un regalo, foderato in velluto e seta, che il re Luigi XVI ricevette intorno alla metà del 1700 dalla diplomazia inglese per i "momenti più intimi". Lo stesso usato a quei tempi dal dongiovanni Casanova, fatto di intestino di capra, foderato di seta e fissato al pene con un nastro. Un preservativo riutilizzabile...
 
È l'avvento del caucciù che ha dato l'avvio al moderno profilattico
Lo sviluppo della vulcanizzazione del caucciù, grazie all'inglese Hancock e all'americano Good Year (1843-1844), ha reso possibile l'elasticizzazione della gomma e quindi la produzione industriale dei preservativi in gomma, permettendone così la diminuzione del prezzo e il miglioramento della qualità. Sono state elaborate nel tempo nuove tecniche per purificare il lattice e il suo rivestimento e per migliorare la lubrificazione. Dai lubrificanti oleosi si è passati progressivamente a quelli a base acquosa, derivati da addensanti da lungo tempo sperimentati dall'industria cosmetica e alimentare.
 
Nel 1930 l'introduzione del lattice liquido...
... Ha consentito di sostituire la gomma, rendendo possibile una riduzione dello spessore e un ulteriore miglioramento dell'affidabilità e del comfort dei profilattici.
 
Dal 1980 la comparsa dell'AIDS...
... Ha rinvigorito e aumentato l'interesse di massa verso questo metodo che, se usato correttamente, protegge in modo efficace sia da gravidanze indesiderate sia da malattie sessualmente trasmesse.
 
Da chi o da dove origina il nome “condom”?
“Condom “è il nome con cui viene chiamato il preservativo nei Paesi di lingua anglosassone. Le ipotesi più accreditate sono tre: la prima è la cittadina di Condom, in Francia, le cui macellerie fornivano intestini di agnello per fabbricarsi preservativi artigianali, dopo averli ammorbiditi con olio di mandorla (ed è proprio qui che sta nascendo un museo del condom). La seconda ipotesi è quella del dottor Condom, medico alla corte inglese che cercò disperatamente di evitare al proprio re, particolarmente galante, un innumerevole stuolo di figli illegittimi. Ma c'è chi dice che il nome potrebbe derivare dal latino, dal verbo "condere" che vuol dire proteggere, difendere.
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l preservativo va al museo e non poteva essere che a Condom...
... Piccola perla francese tra Tolosa e Bordeaux, in Guascogna. Il museo ha aperto i battenti l'11 settembre 2005.
Per saperne di più: www.condom.org
 
Il lattice è un derivato dell'albero della gomma, il caucciù, un grande albero della famiglia delle Euforbiacee...
E in particolare dall'Hevea Brasiliensis, scoperto intorno al 1730 dal francese Charles de la Condamine in Venezuela. Oltre che in Amazzonia, oggi viene coltivato anche nello Sri Lanka, in Indonesia e nella penisola malese. Il lattice si ricava facendo lunghe incisioni diagonali nella corteccia.
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0.3 - 0.9 mm è lo spessore di un preservativo
Lo sperma, che ha uno spessore di circa 0.003 mm, non può penetrare un profilattico di lattice o di poliuretano, e neppure possono farlo virus e batteri che causano AIDS e malattie sessualmente trasmesse, a meno che il profilattico non sia di budello naturale (in genere intestino di agnello). Per questo è da evitare l'uso di questo tipo di contraccettivi.