La pillola del giorno dopo

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La contraccezione di emergenza riduce  la probabilità di una gravidanza indesiderata dopo un rapporto sessuale non protetto.
 
La contraccezione d'emergenza non è destinata a sostituirsi alla contraccezione convenzionale: ha solo lo scopo di allargarne il campo di applicazione ai casi di rapporti non protetti.
 
Può offrire diverse possibilità, adatte a ogni caso particolare: tra i criteri di scelta il tempo trascorso dal rapporto sessuale non protetto (in genere entro 12-24 ore, massimo 72 per i contraccettivi ormonali) è il fattore essenziale, ma intervengono anche le controindicazioni a ciascun metodo (per esempio la spirale d'emergenza non è consigliabile alle adolescenti) e il desiderio personale della donna che ne fa richiesta.
 
ll metodo oggi utilizzato con maggiore frequenza è quello della cosiddetta "pillola del giorno dopo", che utilizza due compresse di progestinico (levonorgestrel), da assumersi a distanza di 12 ore ed entro non oltre le 72 ore dal rapporto ritenuto a rischio.
 
A questo proposito è bene considerare a rischio qualunque rapporto non protetto, indipendentemente dal giorno del ciclo. Prima si ricorre alla pillola d'emergenza e minore sarà la probabilità di rimanere incinta.
 
Esistono anche altre "pillole del giorno dopo", a base di soli estrogeni o associazioni di estrogeno e progestinico, ma sono usate con minore frequenza.
 
La contraccezione di emergenza è in genere ben tollerata, utilizza una bassa quantità di ormoni e il suo uso è comunque episodico. Gli eventuali effetti collaterali (nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa) sono transitori e di lieve intensità.
 
L'uso contemporaneo di alcuni farmaci può interferire con l'efficacia della contraccezione di emergenza.