Vero e falso

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Smettere di fumare fa ingrassare. VERO.
Può succedere. Quando il fumatore cerca di compensare la liturgia “orale” del fumo – che ha un effetto ansiolitico – con il cibo, allora l’aumento di peso è una conseguenza ovvia. Sono a rischio anche i soggetti che più o meno consapevolmente usano il fumo come “autoterapia” anti-fame.
 
Per la salute del cuore la pillola anticoncezionale è più pericolosa del fumo. FALSO.
Nelle non fumatrici la pillola aumenta di poco il rischio di infarto. Il fumo – da solo – invece aumenta tale rischio in modo significativo. E se la donna, oltre a fumare, assume anche la pillola la probabilità di insorgenza di tale patologia è davvero considerevole: aumenta di circa 30 volte. Il rischio di ictus nelle donne fumatrici che assumano la pillola è minore rispetto alla probabilità dell'insorgenza di infarto. Infine il fumo aumenta più o meno della stessa entità anche il rischio di trombosi in una donna che prenda la pillola.
 
Le donne fumatrici hanno maggiore difficoltà a rimanere incinte. VERO.
La nicotina altera la contrattilità delle tube, ostacolando il trasporto degli ovociti l'incontro con gli spermatozoi. Il fumo di sigarette, inoltre, causa una diminuzione dei livelli di progesterone e rende difficile l'annidamento dell'uovo fecondato nella mucosa uterina, alterandone la maturazione.
 
Poche sigarette al giorno non fanno male. FALSO.
Il rischio è proporzionale al dosaggio: non esiste quindi una “dose sicura”.
 
Le sigarette light fanno meno male di quelle normali. FALSO.
I dati sulle light non sono conclusivi per dimostrare una reale maggiore innocuità. Piuttosto, diversi studi scientifici hanno chiaramente dimostrato come il rischio di tumore al polmone non varia tra persone che fumano sigarette ad alto o basso contenuto di catrame. Pertanto la riduzione del contenuto di catrame al di sotto dei 15 mg (tipica della sigaretta cosiddetta “light”), che negli anni Ottanta era stata massicciamente pubblicizzata quale soluzione ai danni derivanti dal fumo di sigaretta, non determina alcuna riduzione del rischio di tumore al polmone.
 
Basta un colloquio di soli tre minuti con il medico di famiglia per smettere. VERO.
Lo sostiene il progetto GPESCE (General Practitioners and the Economics of Smoking Cessation in Europe), finanziato dall’Unione Europea per promuovere interventi di cessazione dal fumo. Un colloquio di soli tre minuti tra medico di famiglia e assistito potrebbe diminuire del 3% il numero dei fumatori. L’analisi ha evidenziato che solo nel Regno Unito, con una riduzione del 3% dei fumatori grazie al “consiglio di minima”, si otterrebbe una diminuzione dell’incidenza di tumori polmonari, bronchite cronica ostruttiva e malattie cardiovascolari pari a 67.000 casi, con un totale di 17.000 morti evitate da oggi al 2030.
 
Se la mamma smette di fumare il bimbo sorride. VERO.
Se la mamma dice addio alle sigarette i bimbi sono più felici. Uno studio condotto dall’Università di York (Gran Bretagna) ha rilevato come le donne che smettono di fumare durante il periodo di gestazione tendono ad avere figli non solo più sani fisicamente, ma anche dal carattere più allegro e flessibile.
 
Oggi si può smettere anche via e-mail. VERO.
Da uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Catania è emerso che il 36,7% dei partecipanti ha smesso completamente di fumare grazie al supporto offerto dagli esperti via posta elettronica. E più della metà di coloro che non sono riusciti a dire addio alle sigarette ha ridotto in modo sostanziale la propria dipendenza, passando da una media di 26 a 8 bionde al giorno.
 
L’ex fumatore ha nome e cognome. VERO.
All’ultimo congresso annuale della European Respiratory Society di Berlino è stato presentato l’identikit di chi più spesso riesce a smettere di fumare: uomini sposati che convivono con non fumatori, poco dipendenti dalla nicotina, che hanno iniziato tardi a fumare e hanno già provato a smettere per periodi abbastanza lunghi. Prendere in considerazione questi elementi serve a capire chi ha più difficoltà a farcela e aiuta a intervenire in maniera più incisiva, quando occorre.