Intervista ai fornelli: Alessandra Graziottin

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«In forma e protette: la contraccezione fa bene all’amore... E alla linea»
 
Lo afferma la professoressa  Alessandra Graziottin, medico specialista in Ginecologia-Ostetricia e Oncologia, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano
 
 
Professoressa Graziottin, la dieta può inibire l’amore?
Sì, in alcune condizioni:
a) quando è drastica, con eccessiva riduzione qualitativa (per tipo di sostanze nutritive, per esempio olio di oliva, carboidrati e proteine nobili), e/o quantitativa (per numero di calorie introdotte giornalmente) rispetto al fabbisogno fisiologico, ossia naturale, appropriato all’età, all’attività fisica e psichica, e al metabolismo basale di quella persona. Il blocco del ciclo (“amenorrea”) è una complicanza frequente delle diete drastiche che “frenano” l’ipotalamo e l’ipofisi, ossia, rispettivamente, la centralina e la ghiandola del cervello deputate alla sintesi degli ormoni che stimolano poi l’ovaio a lavorare. Da loro parte lo stimolo che porta in condizioni normali all’ovulazione (ossia la maturazione della cellula riproduttiva femminile) e a produrre estrogeni, progesterone e testosterone. La dieta drastica blocca infatti la produzione dei due ormoni ipofisari (Follicolo stimolante, FSH, e Luteo stimolante, LH), che stimolano l’ovulazione. E’ anche vero che il ciclo tende a riprendere, se la dieta è stata graduale e bilanciata, se il peso raggiunto non è eccessivamente basso, rispetto all’altezza, e purché sia garantita nella dieta la presenza di acidi grassi essenziali (contenuti, tra gli altri, nell’olio di oliva, di borragine o di oenothera, o nelle mandorle e nelle noci) che sono i mattoni con cui il nostro organismo costruisce gli ormoni sessuali. Se il ciclo non riprende entro tre mesi dalla scomparsa è bene consultare il ginecologo di fiducia!
b) quando è associata ad altri stress fisici: per esempio, ad eccessiva attività fisica, per intensità e/o durata di allenamento giornaliero, come succede nelle mezzofondiste o nelle maratonete, e/o se la dieta è inadeguata rispetto al consumo calorico e qualitativo richiesto dall’aumentata attività fisica, come succede nelle ballerine di danza classica, o, ancora negli sport di durata, specie se agonistici, in cui lo stress psichico può potenziare lo stress fisico.
c) quando è associata ad altri stress psichici: delusioni amorose che causino un senso di abbandono profondo; la perdita di persone care, lutti quindi reali ma anche simbolici – per esempio quando dobbiamo lasciare un lavoro o un progetto amato – possono causare depressione, e quindi bloccare il desiderio. Ecco quando e perché la dieta può essere “antisessuale”…
 
Quando la dieta è amica del desiderio?
Quando è graduale e bilanciata, così da non “stressare” troppo l’organismo; quando è associata a regolare movimento fisico, così da renderla più efficace e modellare meglio il corpo... Lo sport è meglio della liposcultura, costa meno e i suoi effetti durano per sempre, se lo si pratica con regolarità ! Quando l’immagine corporea migliora nettamente, perché il peso gradualmente raggiunto è quello desiderato e la forma fisica è più piacevole grazie al movimento fisico quotidiano, il desiderio può salire nella sua componente motivazionale, perché la donna si piace di più, si sente più bella, ha più voglia di valorizzarsi con vestiti più attraenti. E perché lo specchio sociale, lo sguardo degli altri, le rimanda un’immagine più positiva e gratificata, più desiderabile.
 
Le persone un po’ sovrappeso sono più “calde”?
Dipende: se la donna un po’ in carne si piace comunque, è contenta di sé, si sente amata, si cura e si veste in modo colorato perché le piace piacere, ecco che quella morbidezza fisica può tradursi in maggiore desiderio e in una sessualità più appagata. Tanto più se ha con il cibo un rapporto felice, di gusto vero perché le piace la buona tavola, la gusta e la assapora. Il sovrappeso può invece bloccare il desiderio se la donna ha col cibo un rapporto nevrotico, segnato continuamente dal conto delle calorie, o un rapporto scompensato, in cui mangia non per appetito ma per gratificarsi emotivamente. O, ancora, perché scarica sul cibo, fino all’abbuffata, problemi interiori che non riesce ad affrontare sul terreno psicologico, come succede nelle donne che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, quali la bulimia. Se si sente brutta, inadeguata, se il suo ideale dell’Io è l’essere molto più magra, se il suo partner le fa notare che è sovrappeso o che ha la cellulite, ecco che questo giudizio negativo su di sé può bloccare anche completamente la sua voglia di far l’amore. Questa diversa polarità è ancora più probabile in caso di franca obesità. In altri termini, può essere vero che la donna “morbida” possa piacere più della supermagra e/o possa rassicurare maggiormente il partner ma questo non significa che sovrappeso o obesità rappresentino tout-court un passaporto per una più felice sessualità. Anzi: al di là del danno per la salute, l’immagine di sé risulta spesso così compromessa da determinare esattamente l’effetto opposto: l’inibizione, ossia il blocco della voglia di far l’amore.
 
La contraccezione può essere amica della linea?
Sì. Purtroppo, il 40% delle donne europee e ben il 60% delle americane teme che la pillola faccia ingrassare: una paura più diffusa fra chi non prende la pillola, al punto da inibire ogni decisione favorevole all’assunzione. Questo timore si rivela fondato – nel senso che poi l’aumento si verifica davvero – solo nel 4-8% dei casi. Il che non vuol dire che sia colpa della pillola. Gli studi scientifici ci mostrano che ingrassa l’11,3% delle donne che, in quelle stesse ricerche, utilizza un placebo. Questo significa che molti altri fattori, relativi allo stile di vita, allo stress, ad alterazioni metaboliche, possono influenzare il nostro peso. Bisogna inoltre scegliere la pillola giusta: quelle che contengono ad esempio il drospirenone hanno un’azione simil-diuretica particolarmente indicata in chi presenta una tendenza alla ritenzione idrica. Quest’effetto benefico è massimo, ovviamente, in chi ha sani stili di vita: sono queste le donne più soddisfatte di assumere questa pillola: “Per me è perfetta” dicono. Perché nei fatti si è creata un’alleanza felice tra comportamento sano personale e benefici che la contraccezione ben personalizzata può dare. Non si può invece chiedere ad una pillola di modificare magicamente il nostro peso se mangiamo male e non facciamo un passo!
 
Più protette e anche più belle?
Certo, anche perché la contraccezione ormonale ben scelta può migliorare la salute e la bellezza di pelle e capelli, due classici strumenti di seduzione. Di questo aiuto cosmetico specifico possono beneficiare le donne che altrimenti soffrono di acne, peli in più in sedi femminili (“irsutismo”), seborrea, pelle grassa, caduta di capelli (alopecia androgenetica): le pillole con progestinici “antiandrogenici” danno il massimo beneficio di bellezza su questo fronte!
 
Quale piatto consiglia per conquistarlo senza sacrificare il peso forma?
Un piatto che profumi di casa, preparato col cuore. In tempi di cibi precotti e preconfezionati, il sentirsi accolti da un buon profumo di cibo preparato fresco ha già un effetto rilassante (lo stress è antierotico anche per i maschi!) e stuzzicante, soprattutto se si ha la sensibilità di preparare il suo cibo preferito. Con una tavola allegra e curata, un piccolo aperitivo stuzzicoso mentre il piatto – per esempio un bel pesce al forno - arriva a cottura, musica scelta, luci giuste (oppure una candela accesa, se ha la sensibilità per apprezzarla...), un bicchiere di vino perfetto per quel piatto e l’aria contenta di chi cucina per piacere. Naturalmente, è bene fare un training anche a lui perché anche per la donna arrivare a casa e trovare una cenetta stuzzicosa e ben preparata con un guizzo romantico, almeno di tanto in tanto, è un grande afrodisiaco...
 
Ha una ricetta del cuore?
Sì, non proprio dietetica ma goduriosa: un bel budino di cioccolato fatto in casa, da servire caldo d’inverno e gelato d’estate. Servono 1 litro di latte, 1 etto di cacao amaro in polvere, 3 cucchiai colmi di farina, 7 cucchiai di zucchero, 50 grammi di uvetta, mezzo bicchierino di rhum (si possono variare la dolcezza, e quindi le calorie, riducendo il numero di cucchiai di zucchero; aumentare o ridurre la densità, variando la quantità di farina; e variare la quantità di uvetta a piacere). A freddo, passare col colino la farina, il cacao e lo zucchero, per evitare grumi; aggiungere gradualmente il latte freddo mescolando bene. Cuocere a fuoco moderato per 15 minuti. A parte, lavare bene l’uvetta, asciugarla e metterla a bagno con mezzo bicchierino di rhum di qualità. Quando il budino è pronto, aggiungere appena spento l’uvetta e il rhum. Mescolare bene e mettere in coppette singole. Se piace, guarnirle con panna fresca montata prima di servire. Ottimo anche per un dopocena giovane e informale a casa, con selezione di caffè Grand Cru. È veloce da preparare, costa poco e piace molto... prepararne sempre qualche porzione in più per i bis! Anche le amiche a dieta non resistono... Morale: mantenersi in forma consente anche trasgressioni piacevolissime per l’umore, per il gusto e per l’amore.