Alimentazione e salute riproduttiva

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Per preservare la fertilità e per assicurare un’ovulazione adeguata è necessario un equilibrato apporto nutrizionale: il comportamento alimentare è infatti fra i primi fattori da considerare in caso di problemi di fertilità.
 
Disturbi specifici dell’alimentazione sono presenti nel 7,6% delle pazienti subfertili, nel 10% si manifestano problemi più lievi, ma quando si riscontra amenorrea o anovularietà i disturbi alimentari sono presenti nel 58% dei casi.
 
È noto che sia le donne obese che quelle sottopeso presentano una capacità di concepire ridotta. Ma il peso non è l’unica variabile da considerare. Le probabilità che un disturbo alimentare si traduca in un problema riproduttivo aumentano quanto più sono presenti altri fattori di rischio: età, rapidità nella perdita di peso, dieta povera di proteine e precedenti irregolarità mestruali.
 
La dieta della fertilità si basa soprattutto sul controllo dello sviluppo dell’ormone della crescita o IgH, prodotto dall’ipofisi e correlato agli ormoni sessuali, e la connessione tra questo ormone e l’insulina.
 
Un’alimentazione corretta dovrebbe mantenere il giusto equilibrio fra queste due componenti e basarsi quindi su alimenti a basso indice glicemico come frutta e verdura.
 
Rivestono inoltre grande importanza i cibi ricchi di enzimi, necessari per convertire ciò che si introduce con la dieta in sostanze disponibili per ogni attività del corpo: dalla loro presenza o assenza dipende ogni reazione ormonale. Fra le sostanze da assumere per prevenire invece disturbi del feto la più importante è sicuramente l’acido folico, essenziale alla moltiplicazione cellulare.
 
La sua carenza in gravidanza può provocare aborti ripetuti, malformazioni del tubo neurale (della colonna vertebrale) e labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro “leporino”). Questa sostanza è contenuta nelle verdure a foglie verdi, negli asparagi, nei broccoli, in alcuni tipi di frutta (meloni, banane, limoni), oltre che nel fegato e nel rene. Durante la gravidanza sono essenziali un’adeguata introduzione di ferro, per prevenire o ridurre il rischio di anemie, e di magnesio.